


VITERBO – (fla.lud.) Sarà perché ci ha messo la faccia ed è andato in tv, ma alla fine Arnaldo Sassi la sua battaglia contro l’Enel l’ha vinta. E ha vinto – si fa per dire – non solo il rimborso di una bolletta pagata ingiustamente, ma anche e soprattutto la tariffa che aveva chiesto fosse applicata otto mesi fa. ''Arnaldo Sassi da Vetralla'', penna storica, ex caposervizio de Il Messaggero ed ex direttore di ViterboPost, ha raccontato la sua ''disgrazia'' nella puntata di ''Mi Manda RaiTre'', la trasmissione condotta da Elsa Di Gati che dà voce alle vittime di disservizi o ingiustizie e andata in onda venerdì scorso.
Qui il video (dal minuto 2:18) dell'intervento di Sassi a Mi Manda RaiTre
La puntata si apre con l’ingresso in studio di Sassi che racconta ai telespettatori la vicenda. Tutto ha inizio a luglio 2015 quando, avendo in casa una pompa di calore come unico sistema di riscaldamento, decide di passare dal libero mercato a Enel Servizio Elettrico. ''È una tariffa particolare – spiega – che con Enel mi era sembrata conveniente, quindi ho inoltrato la richiesta per il cambio''. Passa un mese e, prima sorpresa, gli comunicano che deve rifare tutto perché si trattava di un’altra azienda e così rimanda tutta la documentazione.
A ottobre arrivano non una ma ben due lettere, praticamente identiche, in cui, finalmente, Enel fa presente che a breve si procederà con l’attivazione della tariffa D1 (quella riservata a chi ha la pompa di calore, a differenza delle D2 e D3 che invece sono le tariffe che normalmente trovano in bolletta i residenti e non).
Tutto risolto, quindi? Neanche per niente. A novembre arriva la bolletta. È salata perché non è ancora stata applicata la tariffa D1 ma la solita D3. Sassi prova quindi a chiedere spiegazioni al punto Enel di Viterbo dove trova sì personale disponibile ma anche impotente di fronte alla sua situazione. Telefona allora al call center per un sollecito, ma quando a gennaio arriva la seconda bolletta, sempre con la vecchia tariffa e di ben 780 euro, trasecola. Pur tentato di non pagarla, alla fine salda l’ingiusto debito ma prima invia un fax di diffida a Enel. Dopo qualche settimana prova quindi a richiamare il call center ma gli dicono di aspettare. Ancora.
Il 12 febbraio scorso, poi, la beffa finale: un’altra lettera da Enel, praticamente la fotocopia di quelle già ricevute mesi prima, a ottobre: ''Le confermiamo che provvederemo nei prossimi giorni all’attivazione della tariffa 'D1 Pompe di calore', poiché ne sussistono le condizioni''. Dalla prima lettera ricevuta a oggi, ricapitolando, sono passati otto mesi senza aver raggiunto alcun risultato.
Ma Enel? Dopo il racconto di Sassi, la conduttrice accoglie quindi in studio Stefano Stanca, responsabile fatturazioni e misure Enel, ed Enrico Bottone, dell’area commerciale. Parte il confronto tra il consumatore – Sassi – e i rappresentanti Enel. ''Giustifico l’errore, perché tutti sbagliamo – dice il giornalista – ma che ci vogliano otto mesi per correggere uno sbaglio è inconcepibile. A maggior ragione nell’era di internet. E sono venuto fin qui, a Mi manda RaiTre, non tanto per me, ma perché mi sono messo nei panni di tutte quelle persone che non arrivano a fine mese e che avrebbero avuti problemi seri a pagare ingiustamente una bolletta salatissima''. Enel, per bocca dei rappresentanti, non può fare a meno che scusarsi e assicurare a Sassi il rimborso a partire dalla prima bolletta in cui ha pagato una cifra più alta del dovuto. Per per quanto riguarda invece il disservizio, l'azienda, tra mille doverose scuse, si giustifica dando la colpa al sistema, ancora sperimentale e troppo poco diffuso tra i consumatori.
Tutto è bene quel che finisce bene. Ma se Sassi non fosse andato in tv, a metterci la faccia, quando avrebbe ottenuto il rimborso e soprattutto la tariffa D1? ''Ah, saperlo…'', direbbero a Dagospia.