ANNO 16 n° 276
Costruzioni: chiudono 375 aziende, 1500 lavoratori a spasso
Le associazioni di categoria presentano un documento per superare la crisi
14/03/2011 - 15:21

'Basta con gli spot politici, in cui si promettono opere faraoniche: vogliamo andare oltre la perenne campagna elettorale e sapere concretamente su quali progetti puntare. Questi continui rinvii creano situazioni logoranti. Chiediamo che sia fatta chiarezza'. Con questo intento le associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Confcooperative, Federlazio, Legacoop Lazio-Arcpl, Unindustria) hanno illustrato il documento che sarà presentato al Focus Impresa e Lavoro della Camera di Commercio, e che sarà consegnato poi a tutte le  istituzioni locali, in cui si parla delle priorità da affrontare nel comparto edilizio e si propongono nuove ipotesi di lavoro.

'Di tutto ciò che avevamo proposto durante gli Stati generali delle Costruzioni  lo scorso giugno - ha commentato Luigia Melaragni, segretaria provinciale del Cna - nulla è stato fatto. E' necessario che nelle istituzioni prevalga un maggior senso di responsabilità, perché nell'ultimo anno 375 aziende, delle 5.025 del settore costruzioni della provincia, hanno chiuso i battenti e 1.500 persone hanno perso il loro posti di lavoro. Oltre alla crisi uno dei fattori che maggiormente incide, infatti, è il ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, in particolare della Regione Lazio, a fronte dei lavori eseguiti'.

'Questo documento è propedeutico per il lavoro del tavolo a cui parteciperanno anche i sindacati - ha proseguito il presidente di Confindustria Domenico Merlani -. Ci aspettiamo che dalle isituzioni arrivino risposte chiare, per progetti strategici per lo sviluppo e la crescita del territorio, anche nell'ottica di guardare oltre i nostri confini provinciali. Ad Unindustria, ad esempio, ho parlato anche del progetto di 'Roma Capitale' che potrebbe avere importanti ripercussioni anche per Viterbo, con una crescita demografica controllata che potrebbe essere il volano di un modello di sviluppo sostenibile, a basso impatto ambientale, che si caratterizzi per una qualità della vita che oggi Roma non riesce a garantire'.

'Fra le priorità che abbiamo elencato ci sono poi le infrastrutture - ha ricordato il presidente di Federlazio Viterbo, Rino Orsolini - perché investire in opere pubbliche vuol dire creare valore, reddito e occupazione. Un milione di euro investiti in edilizia determinano un giro d'affari di 1,79 milioni di euro. Un miliardo investito in edilizia determina 23 mila posti di lavoro, di cui 15mila diretti ed 8mila nell'indotto'.

 'Il settore costruzioni nel Lazio - ha incalzato il responsabile regionale di Legacoop, Maurizio Gianchi - nel 2010 ha registrato un -22%, che si aggiunge al -20% del 2009 e solamente nel 2011 ci sarà la vera crisi, con l'espulsione di imprese e lavoratori. Questo farà si che la pubblica amministrazione non sarà neanche in grado di reggere la spesa corrente'.

Per questo motivo le associazioni da categoria lanciano nuovamente un segnale d'allarme: 'Pungoleremo le istituzioni finché non ci daranno delle risposte certe'.






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