ANNO 16 n° 272
''Costretti a lavorare 12 ore al giorno senza riposo''
In manette due imprenditori, padre e figlio, nell'ambito dell'operazione 'Petrol Station'
25/06/2021 - 06:20

 

VITERBO - Sono stati arrestati i due imprenditori, padre e figlio, da tempo sotto la lente d'ingrandimento dei militari. Verso di loro accuse di sfruttamento ai danni dei dipendenti, operanti in alcuni distributori di benzina di Viterbo e provincia, sottopagati. A raccontare le indagini, ieri mattina, ci ha pensato il Questore che ha snocciolato i dettagli dell'operazione denominata 'Petrol Station', un'operazione che presenta, appunto, lo sfruttamento del lavoro nero 'caporalato'. 

“Gli uomini della polizia di stato della squadra mobile hanno proceduto all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 63enne e di un 28enne casertani, padre e figlio, responsabili in concorso del delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato”, riporta la nota diramata nelle scorse ore.

Vittime di tale reato sono 13 dipendenti, tutti di origine extracomunitaria, costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno per l'intera settimana, festivi compresi. Per tali prestazioni lavorative i dipendenti hanno percepito uno stipendio notevolmente inferiore a quanto previsto dai rispettivi contratti di lavoro, arrivando a guadagnare poco più di 3 euro l’ora.

''I suddetti lavoratori - si legge - sono stati costretti ad accettare arbitrarie decurtazioni delle somme ricevute, sulla scorta di motivazioni aleatorie e irragionevoli addotte dagli indagati. I titolari, per giustificare tali sottrazioni, hanno contestato ai dipendenti presunti ammanchi di denaro rilevati durante il conteggio degli incassi giornalieri; alcuni dipendenti, a seguito di legittime lamentele per le ingiustificate trattenute dei loro salari, sono stati licenziati, mentre altri, per evitare di incorrere nelle stesse conseguenze, hanno rinunciato ad esternare le loro rimostranze, tollerando le condizioni lavorative sopra descritte in ragione del loro evidente stato di bisogno”.

E poi l'aggravante: “I dipendenti, sono stati fatti alloggiare in ambienti di fortuna ricavati all’interno delle strutture di pertinenza degli impianti di distribuzione di carburante, riforniti con elettrodomestici a dir poco fatiscenti (fornelli elettrici, frigoriferi, stufette elettriche, ecc.), in palese violazione della vigente normativa in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

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