ANNO 16 n° 274
Corruzione e turbativa
d’asta: il Riesame
conferma i domiciliari
Respinte le richieste dei difensori
07/11/2016 - 14:05

VITERBO – Nessun passo indietro rispetto alle decisioni del gip Stefano Pepe. I dipendenti del comune di Acquapendente Federico Friggi e Vincenzo Palumbo, gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e il dipendente regionale Giorgio Maggi restano ai domiciliari.

Arriva nella tarda mattinata la decisione del tribunale del Riesame di Roma, dopo appena tre giorni dall’udienza in cui gli avvocati difensori avevano chiesto di far tornare in libertà i propri assistiti. Niente da fare.

Tutti indagati per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di atti d’ufficio sono agli arresti domiciliari dallo scorso 17 ottobre, su richiesta dei pm Fabrizio Tutti e Stefano D’Arma. Ascoltati due giorni dopo per gli interrogatori di garanzia dal gip Pepe, solamente uno di loro, il dipendente della Regione Maggi, accompagnato dal proprio legale Claudia Polacchi, aveva deciso di rispondere alle domande. Per tutti gli altri interrogatori lampo, giusto il tempo di sbrigare le pratiche burocratiche.

Le indagini del Nipaf, che hanno portato alla luce i presunti illeciti, riguardano la gestione di alcuni appalti nell’alta Tuscia: secondo la procura, i tre dipendenti e i due imprenditori aquesiani avrebbero sfruttato le loro posizioni per indirizzare le gare verso alcune specifiche ditte. Sempre le stesse, per di più. Una ristretta élite che, attraverso procedure negoziate, si sarebbe negli anni garantita la realizzazione dei più importanti lavori comunali. Tra tutti la messa in sicurezza della scuola elementare, la costruzione del centro commerciale in località Cufaro e l’asfaltatura di diverse strade.






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