

VITERBO - Corpi estranei nei pasti, temperature di trasporto non idonee e tempi di consegna non corrispondenti a quelli pattuiti: sono solo alcuni dei disservizi presentati dalla Ep Spa. Si tratta di un'azienda che fornisce pasti a svariate mense scolastiche, alcune delle quali, a Viterbo.
Le indagini da parte dei Nas di Udine e Treviso sono iniziate dopo le segnalazioni presentate qualche mese fa dai genitori degli studenti. E sono sfociate nel blitz di ieri che ha portato all'arresto di quattro persone, poste ai domiciliari, e all’iscrizione nel registro degli indagati di altri cinque soggetti.
Arresti domiciliari anche per i vertici della società: Pasquale Esposito, 73 anni di Napoli, Massimo Vaccariello, 57 anni di Volla (Napoli), e Agostino Cascone, 33 anni di Sant’Antonio Abate (Napoli). Obbligo di dimora per R. R. , 53 anni di Molfetta (Bari). La lista è completata da altri cinque indagati e 22 perquisizioni.
Pesantissima l’accusa contestata: frode nelle pubbliche forniture, nella forma aggravata (si rischia, ipoteticamente, fino a 8 anni di reclusione) avendo come oggetto sostanze alimentari, commesso in danno di una decina di Comuni.
La EP Spa si aggiudicò il bando di gara a procedura aperta per il servizio di refezione scolastica per il triennio 2018-2021 quindi ormai in scadenza a Viterbo.
Ep Spa si è portata a casa un appalto da 1.080.000 euro all’anno, 3.240.000 per tutto il triennio, 4,72 euro oltre iva per ogni pasto servito nelle scuole comunali. L’appalto è scaduto nel giugno scorso però potrebbero aver usufruito della clausola che, in caso di necessità, può essere prolungato per ulteriori tre anni.