ANNO 16 n° 272
Coronavirus, famiglia tornata dalla Cina si isola in casa per scongiurare psicosi
Succede a Caprarola. Si tratta di madre, padre e i 3 figli, tutti senza sintomi. Stelliferi: ''Il Comune sta provvedendo alle loro necessitą''
01/02/2020 - 15:27

di Veronica Ruggiero

CAPRAROLA – ''Credo di poter affermare che ci troviamo davanti ad una bella pagina di accoglienza e integrazione da raccontare con grande soddisfazione e piacere''.

E' il commento del sindaco Eugenio Stelliferi alla situazione della famiglia cinese rientrata dal Capodanno cinese residente nel comune di Caprarola. Rientrati il 28 gennaio scorso dalla Cina la famiglia, che ha passato tutti i controlli necessari prima di rientrare in Italia, ha comunque accettato di rimanere per due settimane isolata in casa per scongiurare una psicosi da coronavirus nel piccolo borgo della Tuscia.

La coppia con tre figli, di cui uno grande e due frequentanti la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, vive da tre anni a Caprarola e ha rinunciato anche a riaprire il negozio che gestisce da sempre pur di non esporre a rischi i concittadini. ''Nel momento in cui abbiamo saputo che questa famiglia stava rientrando dal viaggio in Cina – ha dichiarato il sindaco Eugenio Stelliferi – li abbiamo intercettati all’arrivo e abbiamo immediatamente comunicato quanto stava succedendo a tutte le autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, come è giusto che sia. Prima del rientro, considerata la situazione, le maestre avevano espresso qualche preoccupazione su una possibile psicosi che si sarebbe potuta scatenare magari anche solo per una banale influenza. Ho quindi parlato con la famiglia cinese e insieme abbiamo concordato che sarebbero rimasti in casa per 15 giorni, senza uscire e avere contatti con la comunità. Il Comune sta naturalmente provvedendo alle necessità della famiglia - ha proseguito il primo cittadino - ogni giorno consegniamo la spesa, le maestre fotocopiano quanto fatto in classe e i compagni di scuola consegnano i compiti quotidianamente. Il medico di famiglia controlla il loro stato di salute quotidianamente e per ora fortunatamente nulla fa pensare ad un possibile contagio. Naturalmente il Comune parteciperà in qualche modo alle spese del mancato guadagno e del disagio che la famiglia sta subendo. Ogni volta che ne ho l’occasione ringrazio questa famiglia, che in realtà non aveva nessun obbligo di mettersi in quarantena, ma ha dimostrato grande sensibilità nei confronti della comunità che ormai da anni la ospita e viceversa. Sono davvero orgoglioso di poter raccontare questa bella storia di buone politiche di integrazione nella mia cittadina''.






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