ANNO 16 n° 111
Coprifuoco per il Super Santos e la giunta dichiara guerra ai futuri campioni del Mondo
Ordinanze medievali e il PD che scende in campo: quando la politica italiana decide di occuparsi di 'rimbalzi clandestini' anziché di problemi reali
20/04/2026 - 07:02

di SDA

VITERBOC’era una volta la piazza, luogo di aggregazione e democrazia. Oggi, a quanto pare, è diventata una zona rossa dove il nemico pubblico numero uno non è lo spaccio o il degrado, ma un bambino di otto anni con la maglia di Messi. L’ultima crociata amministrativa ha un obiettivo chiaro: sradicare il flagello del gioco della palla. Perché nulla grida 'decoro urbano' quanto il silenzio tombale di un quartiere dove l’unico rumore ammesso è il sospiro rassegnato dei pensionati.

La Giunta ha deciso: il pallone è fuori legge. Forse temono che un tiro sporco possa incrinare il delicato equilibrio cosmico della città, o più probabilmente, qualche residente influente ha scambiato il rumore di un colpo di tacco per un attentato dinamitardo. Fatto sta che il divieto è servito, impacchettato con quel tipico piglio burocratico di chi pensa che amministrare significhi trasformare i centri storici in eleganti cimiteri per turisti.

In questo scenario post-apocalittico per i giovani sognatori della Champions, irrompe il Partito Democratico. E lo fa con la foga di chi ha finalmente trovato una battaglia identitaria che non richieda tre congressi e quattro scissioni: la difesa del calcio in piazza.

'È una scelta sbagliata nel merito e nella forma', tuonano dai banchi dell’opposizione.

Un’analisi profonda, quasi metafisica. Secondo i dem, vietare la palla è un atto autoritario che offende la dignità del cortile. Ci spiegano che la forma è sostanza, e che proibire il gioco senza offrire alternative è come togliere l’aria a un polmone e poi lamentarsi se il paziente non respira bene.

Mentre la politica si accapiglia su quale timbro serva per autorizzare un colpo di testa, la realtà è esilarante:

  • La Giunta sogna città-vetrina dove i cittadini restano immobili per non rovinare l'estetica delle panchine.

  • Il PD si erge a paladino dei campetti, sperando che i dodicenni di oggi si ricordino di questo eroico gesto tra dieci anni (spoiler: saranno troppo impegnati a giocare alla PlayStation per evitare le multe).

Restiamo in attesa della prossima mossa: magari il divieto di ridere troppo forte dopo le 21:00 o il sequestro preventivo delle figurine Panini. Perché si sa, una città ordinata è una città dove non si muove una foglia, figuriamoci un pallone di cuoio.






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