ANNO 16 n° 274
Convegno Lions, si parla di violenza sulle donne
Sabato 23 marzo nell’aula della Corte d’assisse del tribunale di Viterbo
21/03/2013 - 12:14

VITERBO - Il Lions club (“Falisco-Vulsineo”, di Ronciglione – Sutri “Monti Cimini” e Viterbo) ha organizzato un dibattito dal tema di ''La violenza sulle donne, combattiamo il silenzio''. Questo infatti è il titolo di un convegno che si terrà sabato 23 marzo nell’aula della Corte d’assisse del tribunale di Viterbo i cui relatori sono Valentina Bruno dell’Associazione Erinna – Centro antiviolenza, Monia Marinelli, psicologa clinica / psicoterapeuta, Francesco Cro, psichiatra; Paola Conti, Sostituto Procuratore della Repubblica; Giovanna Dominioni, dell’Associazione donne per la sicurezza.

''L’incontro, aperto a tutti, sarà un momento per riflettere sul presente e su quanto ancora da compiere – dicono gli organizzatori dell’incontro -. Parlarsi, raccontarsi le storie, trovarsi a muoversi insieme e con un pensiero comune, rappresenta un ulteriore passo per capire e capirci; un passo che possa aiutarci a superare quel senso di estraneità che talvolta ci prende davanti a tali fatti di cronaca e che, magari, può aiutare le vittime, almeno alcune, a scuotersi e salvarsi in tempo.  In questo sentimento solidale teso ad aiutare, a ricercare soluzioni, a prevenire situazioni degenerative, a coinvolgere senza nulla chiedere, dando sempre, sta la bellezza dell’appartenere alla Associazione Lions che deve palesarsi sia all’interno che nelle manifestazioni esterne dei Club”.

I dati dell’Osservatorio di Telefono Rosa, presentati recentemente a Roma, confermano che, in Italia, la piaga della violenza sulle donne è sempre più preoccupante: ben 124 sono state quelle uccise nel 2012. Una vera tragedia. L’autore è il marito (48%), il convivente (12%), l’ex “compagno” (23%); prevalentemente un uomo fra i 35 e i 55 anni (61%), impiegato (21%), istruito (41%). Insomma un uomo “normale” che, fra le mura domestiche e spesso davanti ai figli, usa violenza sulla donna. E’ così che i bambini, che assistono impotenti e sconcertati ai drammi familiari, vengono anche usati come ricatto, umiliati e maltrattati solo per colpire la persona che ha dato loro la vita.






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