

VITERBO - Ammontano a dieci milioni di euro i danni sul litorale dalle piogge alluvionali di novembre. Di questi, 7 milioni e 661mila sono quelli subiti dalle coltivazioni, mentre la parte restante (2 milioni e 820mila) riguarda le strutture agricole, le infrastrutture rurali e le opere di bonifica. I comuni colpiti Tarquinia, Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Monte ROmano
A quattro mesi dalle piogge alluvionali che lo scorso novembre misero in ginocchio il litorale viterbese e una parte del suo entroterra, con fiumi che esondarono e allagamenti, la Regione Lazio attraverso i tecnici dell’Ada (Area decentrata agricoltura) è arrivata a un calcolo preciso della perdita economica subita dal territorio. Un’area dalle dimensioni enormi che comprende i comuni di Tarquinia, Montalto di Castro, Tuscania, Canino e Monteromano. Il bilancio, come si prevedeva, è pesantissimo.
''La quantità di pioggia caduta nel periodo dell’evento rispetto alle medie decennali storiche (2009-2018) è superiore di circa 3-4 volte – dice la Regione -. Anche dal punto di vista dei valori massimi di piovosità giornaliera nelle stesse decadi, si è registrato il primato o il secondo valore massimo sulla stessa base decennale''.
La delibera fornisce una fotografia dei danni comune per comune. Quelli ''alle produzioni vegetali si sono accertati a Tarquinia, in quanto in questo territorio al momento dell’evento erano presenti numerose ed estese colture a pieno campo. Ortaggi e seminativi sono rimasti allagati per settimane, con insorgenza di fisiopatie e fitopatie quali asfissia e marciumi radicali, che hanno compromesso la vitalità delle piante e buona parte della produzione in atto o prossima alla produzione''.
A Tuscania, invece, ''si sono rilevati ingenti danni solo alle infrastrutture rurali”. A Montalto, invece, hanno riguardato soprattutto la frazione di Pescia Romana, dove sono concentrate le attività in serra.
“Analogamente ai comuni di Tarquinia e Tuscania, anche nel territorio di Monte Romano si sono registrati ingenti danni alle infrastrutture rurali, con principale coinvolgimento della viabilità”. Mentre a Canino i danni più significativi hanno riguardato “una limitata area agricola prospiciente il fiume Fiora, ove la piena del corso d’acqua è ripetutamente fuoriuscita dall’alveo ed invaso interi campi''.