

VITERBO - ''Per dovere di chiarezza va sottolineato che il defibrillatore non è stato piazzato perché il sindaco ha telefonato al custode degli impianti sportivi invitandolo a non far montare nessuna teca presso gli impianti ed il custode, giustamente, si è attenuto a quelle direttive. Questi sono i fatti realmente accaduti''.
A parlare è Radames Petti, uno degli organizatori della cena di beneficenza che ha portato all'acquisto del defibrillatore a Bolsena.
In un comunicato risponde alle dichiarazioni del sindaco del paese lacustre Paolo Dottarelli che aveva parlato di confondere con la questione defibrillatore tematiche differenti come politica, sport e sociale.
E invece a giudizio di Petti ''ora è difficile per Dottarelli uscire dal ginepraio nel quale si è cacciato, ma è indubbio che avrebbe dovuto affrontare la cosa diversamente fin dall’inizio. Avrebbe dovuto ringraziare gli organizzatori per l’iniziativa messa in atto, augurandosi anzi che a questa ne facessero seguito altre dello stesso tipo; avrebbe dovuto partecipare personalmente a quella cena così come hanno fatto persone vicine a lui; avrebbe infine, dovuto mandare addirittura un operaio del Comune ad effettuare il lavoro''
Secondo Radames Petti la reazione di Dottarelli offende tutti coloro che hanno partecipato alla cena e ''non depone certo a favore né della sua sensibilità amministrativa, né di quella sociale né, a maggior ragione, di quella politica. Il sindaco - conclude - non ha trovato di meglio che accampare giustificazioni tutto sommato puerili e far passare per politica un’iniziativa che, ripeto, voleva e vuole essere solo di carattere sociale''.