ANNO 16 n° 274
Conti pubblici, 'L'Italia sa cosa deve fare, ora basta con compiti Ue'
07/03/2014 - 09:38

Basta con il 'costante refrain italiano per cui si dipinge l'Europa come il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L'Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli'. Così il premier Matteo Renzi a Bruxelles risponde a chi gli domanda dei conti dell'Italia. 'Non abbiamo rassicurazioni da dare'. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi risponde a Bruxelles a chi gli chiede se abbia dovuto rassicurare i partner europei sullo stato dei conti italiani.

 

'É possibile cominciare da subito a investire su poche e mirate misure, concordate con l'Ue, per occupazione e competitività nel quadro della nuova programmazione 2014-2020', così qualificate fonti europee all'ANSA. In un'intervista il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha aperto all'utilizzo dei fondi Ue per tali scopi.

 

Il governo ha dato la disponibilità a riferire a breve alla Camera sulla situazione economica-finanziaria. E' quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La richiesta è stata avanzata da Brunetta (Fi) e il ministro Boschi ha assicurato che la prossima settimana arriverà una risposta sulla data esatta.

 

No manovre-bis - Non sono necessarie manovre correttive. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi dopo il richiamo di ieri della Ue. E il Tesoro poi precisa che il Governo non ha in agenda ''nessuna manovra correttiva'' ma un ''corposo piano di misure per favorire la crescita con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro''. Per migliorare il debito-Pil si 'agirà sul denominatore'. Per il debito poi un 'contributo significativo arriverà dalle privatizzazioni'.

 

Padoan, monito severo ma Ue su nostra linea - 'Monito severo ma nella direzione di quello che pensiamo noi ' dice il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan , ai microfoni del Gr1 definisce il recente allarme lanciato dalla Commissione Europea al nostro paese su debito pubblico e competitività. 'Mette in evidenza - prosegue Paodan - problemi strutturali che conosciamo da tempo, ci incita a far ripartire la crescita, quindi l'occupazione, ed in questo modo a correggere gli squilibri . Non nego che è più o meno quello che dicevo quando ero all'Ocse'.

 

I moniti della Ue - 'L'Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine' dei conti pubblici, ma nonostante questo 'l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente', soprattutto alla luce della 'necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato'. E' quanto scrive la Commissione Ue. L'Italia ha 'squilibri macroeconomici eccessivi' che richiedono uno 'speciale monitoraggio' da parte dell'Ue che farà rapporto all'Eurogruppo sulle riforme italiane e a giugno 'deciderà ulteriori passi': scrive sempre la Commissione Ue. Tra gli squilibri: debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente. Nella sua analisi approfondita degli squilibri macroeconomici effettuata su 17 Paesi, la Commissione Ue mette l'Italia assieme a Croazia e Slovenia nel gruppo di Paesi dove gli squilibri sono considerati 'eccessivi'. Tutti gli altri sono nel gruppo dove gli squilibri ci sono, ma non sono considerati gravi. 'L'Italia deve affrontare il livello molto alto del debito e la debole competitività esterna, entrambi radicati nella protratta lenta crescita della produttività e richiedono politiche urgenti', scrive la Commissione secondo cui 'la necessità di azione decisiva per ridurre il rischio di effetti avversi sul funzionamento dell'economia italiana e della zona euro è particolarmente importante data la dimensione dell'economia italiana'. In particolare, prosegue l'analisi, 'il debito elevato mette un grande peso sull'economia, in particolare nel contesto di cronica crescita debole e inflazione sommessa'. Resta inoltre 'una sfida raggiungere e mantenere un avanzo primario molto alto - sopra la media storica - e una robusta crescita del pil per un periodo prolungato, entrambi però necessari a mettere il debito su un percorso discendente'. 'Nel 2013 - conclude la Commissione - l'Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine (MTO), ma ciononostante l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente vista la necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato'. Dati tali squilibri, 'la Commissione compirà un monitoraggio specifico delle politiche raccomandate all'Italia dal Consiglio nell'ambito del Semestre europeo (l'esercizio di controllo dei bilanci nato dal rafforzamento della governance della zona euro, ndr), e farà regolari rapporti all'Eurogruppo e al Consiglio

 

Padoan, ecco piano su cuneo e spending review - Dualismo con Renzi? ''Ogni volta che vedo il presidente del Consiglio ci chiediamo chi metta in giro queste voci. Una contrapposizione farebbe molto male al Governo''. Così esordisce il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in un'intervista che oggi apre il Sole 24 Ore e nella quale spiega le priorità del suo dicastero, mettendo in cima la crescita. Per il ministro è essenziale ''aggredire le cause di fondo della debole competitività delle imprese'' e quindi ''al primo punto c'è la questione dell'eccessivo cuneo fiscale''. L'obiettivo è ''concentrare tutto l'intervento in una direzione'', ''tutto sulle imprese, e quindi Irap e oneri sociali, oppure tutto sui lavoratori, attraverso l'Irpef''. Quanto alle coperture dai tagli alla spesa possono arrivare ''5 miliardi su base annua'', e poi ci saranno misure transitorie come il ''rientro dei capitali''. Padoan risponde alla Ue rilanciando riforme per la competitività e riduzione del debito. ''Sul deficit - sottolinea - non dobbiamo tornare oltre il 3%''. Il debito, aggiunge, va abbattuto e ''non perché ce lo chiede l'Europa ma per noi'' e ''per i nostri figli''. Urge quindi ''rafforzare il programma di privatizzazioni''. Per coprire le riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori il ministro punta a ''riconsiderare gli strumenti esistenti, utilizzando anche risorse che già vengono impiegate all'interno del sistema di welfare''. Prudenza sulle rendite finanziarie: ''sono tante cose molto diverse - dice - Per ciascuna bisogna valutare gli effetti sul gettito, ma anche l'impatto sul reddito delle famiglie e sui mercati. Ci riserviamo un approfondimento molto serio per decidere se intervenire''. Sui provvedimenti attuativi Padoan annuncia la costituzione di una task force per abbattere l'arretrato, mentre nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe arrivare un provvedimento per lo sblocco di 60 miliardi di vecchi debiti della Pa.

 

Rehn a Italia, urgenti riforme crescita-occupazione - 'Invitiamo il nuovo Governo ad affrontare gli squilibri che richiedono urgenti politiche e a fare le riforme per rafforzare crescita e occupazione': lo ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn parlando degli squilibri macroeconomici dell'Italia.

ansa.it






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