ANNO 16 n° 273
Contestazioni sospese
ai consiglieri del Pd
Lo ha deciso la Asl, di cui sono dipendenti Serra, Frittelli e Quintarelli
16/07/2013 - 00:00

VITERBO – Si sgonfia, almeno per il momento, il ''caso'' della presunta incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e di dirigente della Asl in cui sono coinvolti tre esponenti del Pd: il capogruppo Francesco Serra, il vicepresidente del consiglio Patrizia Frittelli e il consigliere ''ordinario'' Mario Quintarelli. La direzione generale della Asl ha infatti sospeso la lettera con cui ai tre veniva contestata l’incompatibilità tra le due cariche, introdotta dal decreto legislativo anti-corruzione approvato dal governo Monti. Lo stesso avviso era stato inviato anche al consigliere provinciale Vincenzo Bruni (Pdl), anch’egli dirigente medico all’ospedale di Belcolle. Lo ha reso noto il commissario dell’azienda sanitaria Luigi Micchitella.

''La segnalazione inviata dal funzionario responsabile dell’anti-corruzione – ha detto Micchitella – è stata sospesa in attesa della circolare esplicativa della Civit (Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche)''.

Il decreto legislativo del 4 maggio 2013, numero 39, dà 15 giorni di tempo ai responsabili dell'anti-corruzione, che deve essere nominato da ogni amministrazione pubblica, per contestare e accertare eventuali casi di incompatibilità o di inconferibilità degli incarichi. Ma lo stesso decreto non indica con precisione chi dovrebbe rendere operativa l'eventuale incompatibilità e, quindi, chiedere ai diretti interessati di scegliere se mantenere l’incarico di consigliere comunale (o provinciale) o quello di dirigente della Asl. Ma non è ancora tutto, anche sul concetto di ''dirigente'' il decreto è alquanto fumoso. Da qui la necessità che l’apposita commissione nazionale di vigilanza fornisca l’interpretazione autentica del decreto legislativo.

Casi come quelli del Comune di Viterbo, infatti, sono spuntati come funghi da Trento a Pantelleria. I consiglieri eletti negli enti locali con più di 15mila abitanti e i consiglieri regionali coinvolti sono alcune centinaia. E ogni amministrazione pubblica, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico sta navigando a vista nel tentativo di rispettare la norma. Da qui la necessità che l’apposita commissione nazionale di vigilanza fornisca l’interpretazione autentica del decreto legislativo.






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