


di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Bocche cucite perché l’indagine è in corso e gli atti della Procura sono secretati, ma. da pettegolezzi in città, è risultato che Polizia stradale e Guardia di Finanza abbiano controllato a tappeto i saloni di vendita auto usate del capoluogo e della provincia.
Qualcuno che ha scoperto aver acquistato una vettura usata con numero di chilometri indicato dal contachilometri inferiore di molto rispetto il reale ed ha scoperto il “trucco” dopo aver consultato la banca dati presso la casa costruttrice che le operazioni di “tagliando” effettuate in precedenza indicavano i veri chilometri percorsi dall’auto, ha denunciato il suo venditore e cosi è partita l’inchiesta.
Ne vedremo delle belle. La pratica dello “scarico” del contachilometri una volta effettuato mandando indietro il sistema ad orologeria dello strumento, è effettuato oggi mediante manomissione della centralina, quindi appare “sicuro”.
Ma sicuro non è.
Di regola un buon automobilista, specialmente adesso che le auto sono zeppe di elettronica, quindi sottoposte a “richiami” da parte del costruttore, si serve del servizio “tagliandi”, quindi, ogni volta che l’auto entra in officina nel sistema informatico della casa vengono inseriti dapprima i dati del chilometraggio e poi la specifica delle prestazioni. Questi dati sono conservati presso la casa costruttrice attraverso la rete di vendita ed il server non è interrogabile se non dagli addetti.
Ma la centralina all’interno dell’auto no.
Un abile tecnico la può manomettere in ogni modo: dal creare un incremento delle prestazioni all’azzeramento del contachilometri.
Non sappiamo come gli agenti della Polizia stradale e della Guardia di finanza intendano procedere, ma di certo, qualora la vettura usata abbia dal suo precedente proprietario effettuato interventi ufficiali, il chilometraggio risulta, invece, più difficile è scoprire la truffa se la vettura non abbia fatto tagliandi, però un tecnico è sempre in grado decifrare la centralina e scoprire l’inganno.
Se ci sarà un processo (speriamo), ne vedremo delle belle.