ANNO 16 n° 272
'Consorzio unico industriale, entro marzo presenteremo la legge'
Lo ha annunciato il presidente Rocca durante la presentazione del piano industriale con Unindustria. Si prepara il distretto ceramico
Alessandra
27/02/2025 - 06:32
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - “È arrivato il momento di accelerare sul Consorzio unico industriale del Lazio, entro il 31 marzo lo definiremo con una proposta di legge”. E' quanto annunciato ieri dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in occasione della presentazione del nuovo Piano industriale del Lazio redatto da Unindustria. Si tratta, come spiegato dal suo presidente Giuseppe Biazzo, di un documento programmatico aperto, della durata quadriennale, studiato per lanciare una nuova e lungimirante strategia di sviluppo per l'economia laziale che, sebbene abbia eccellenze produttive consolidate e sia seconda su scala nazionale quanto a prodotto interno lordo, risulta essere cresciuta relativamente poco negli ultimi 20 anni.

Nell'attenta analisi redatta da Unindustria un ampio confronto si è avuto sul tema del Consorzio unico industriale, tornato alla ribalta proprio in questi giorni a Civita Castellana per un possibile ingresso dei comuni del distretto in qualità di soci. A questo proposito nella giornata di martedì il commissario Trequattrini ha incontrato i primi cittadini per illustrare l'iter procedurale.

'Stiamo lavorando ad un nuovo statuto e dal mese di maggio valuteremo le domande di ingresso di nuovi soci', aveva detto il commissario. Nel frattempo in Regione è tutto pronto per la presentazione di una proposta di legge ad hoc, dove l'auspicato ampliamento della platea a nuove realtà produttive suggerisce tutta la volontà politica di una sprovincilizzazione del consorzio ad esclusiva trazione ciociara. Il distretto industriale, attraverso l'approvazione dei sindaci, potrebbe presto entrare a far parte di questa nuova realtà.

Il consorzio, ha spiegato Rocca: 'Deve essere uno strumento per la crescita delle imprese a servizio della politica industriale e di certo non a servizio della politica. Mi auguro che con senso di responsabilità e non con la pesatura di poltrone si arrivi alla chiusura del cerchio a beneficio di tutti i territori. Roma Capitale ha un peso ma ci sono anche altri siti industriali importanti. Le politiche industriali di una regione non possono essere decise da una sola provincia”.

 

Gli indicatori chiave del nuovo piano industriale

Definiti i tre principali indicatori ed i relativi obiettivi per misurare il successo del Piano in un’ottica di medio e lungo periodo.

1. crescita dimensionale delle aziende (190 medie imprese e 1.260 piccole imprese in più a 4 anni);

2. Aumento dell’occupazione di qualità (13.000 occupati in più nei settori manifatturieri ad alta e medio-alta tecnologia a 4 anni);

3. Crescita delle esportazioni (+7,8 miliardi di esportazioni a 4 anni).

 

Il contributo alle aziende

«Per il 2025 - ha spiegato Roberta Angelilli, vicepresidente della regione Lazio - saranno stanziati oltre 550 milioni di euro di risorse europee del FESR per sostenere il piano industriale, 274 milioni destinati alle sovvenzioni per le imprese e 149 per l’accesso al credito, oltre al finanziamento di credito agevolato della Banca europea degli investimenti di circa 120 milioni di euro. A tale importo si aggiungono circa 16 milioni di euro del bilancio regionale per sostenere gli investimenti delle imprese della filiera automotive'.






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