ANNO 16 n° 272
Consorzio di bonifica, nominato da Zingaretti un commissario straordinario
L'incarico č stato assegnato all'agronomo Massimo Bedini. Guiderā l'ente fino a nuove elezioni
25/03/2022 - 07:13

di Simone Lupino

VITERBO - Consorzio di Bonifica Etruria meridionale e Sabina, si torna al voto. Lunedì scorso il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato il decreto di nomina di un commissario straordinario che avrà il compito di guidare l’ente ''fino alle indizioni delle elezioni dei nuovi organi consortili'' dopo quelle turbolente che si sono svolte il 4 ottobre 2020. Al momento però la data delle future consultazioni non si conosce. L’incarico di commissario è stato conferito all’agronomo Massimo Bedini, direttore della Riserva naturale Monte Rufeno.

La decisione del governatore del Lazio è scaturita da ''l’attuale situazione di incertezza venutasi a creare per il sovrapporsi delle contrastanti pronunce rese nei giudizi dinanzi al Tar Lazio e al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, nonché al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (…), all’esito del quale è stata dichiarata l’illegittimità in parte del regolamento elettorale''. Il testo del decreto aggiunge che ''c’è la necessità di conseguire un assetto stabile per le attività esecutive del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina, al momento compromesso dalla situazione discordante delle pronunce rese nei giudizi sopra elencati e dall’assetto non completo del Consiglio di Amministrazione''.

Una partenza decisamente in salita per il nuovo consorzio di bonifica, nato dalla fusione di altri due enti consortili, il Val di Paglia Superiore e la Bonifica Reatina, nel cui perimetro rientrano comuni delle province di Siena, Grosseto, Viterbo, Rieti e Roma. Come si ricorderà, la vicenda ebbe origine due anni fa a seguito dell’esclusione dalle elezioni per il consiglio di amministrazione della lista ''Agricoltori riuniti'' (Cia Rieti-Viterbo, Copagri Lazio, Confagricoltura Viterbo-Rieti con l’imprenditore Piero Camilli capolista) in tre delle sezioni di contribuenza per la mancata indicazione di candidati della provincia di Roma, laddove il regolamento prevede invece che ogni lista debba indicare, per ognuna delle sezioni di contribuenza, candidati rappresentativi dei territori di ciascuna provincia dei consorzi fusi. Decisione confermata il 19 febbraio 2020 dal Tar del Lazio al quale la lista ''Agricoltori riuniti'' si rivolse per chiedere l’annullamento del regolamento e del provvedimento di esclusione, e successivamente il 22 maggio dello stesso anno anche dal Consiglio di Stato.

Esito opposto, invece, quello scaturito il 26 maggio 2021 dal ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato in parallelo sempre dalla lista guidata da Camilli, così come il 18 gennaio scorso da una nuova sentenza pronunciata dal Tar secondo la quale ''l'obbligo di rappresentatività nella formazione delle liste su base provinciale previsto dal Regolamento elettorale, oltre a non essere previsto dalle norme statutarie, appare anche incoerente rispetto alla finalità di meglio garantire il principio di rappresentatività, a fronte della particolare conformazione territoriale del Consorzio di Bonifica''. Poco prima infatti si specifica che ''in base alla legge il Consorzio Etruria meridionale e Sabina è il frutto della fusione di due Consorzi, con l’aggiunta di alcuni Comuni della Provincia di Roma: i territori insistenti nei consorzi fusi, quindi, sono quelli già appartenenti ai Consorzi di bonifica Val di Paglia Superiore e Bonifica Reatina''. Una diatriba che tra ricorsi e controricorsi non si è ancora conclusa.

In questo quadro già particolarmente complesso, si è aggiunta in corsa la questione relativa all’ineleggibilità di due eletti nella lista ''Agricoltori riuniti'', lo stesso Piero Camilli e Fabrizio Ronca a causa di contenziosi pendenti con il Consorzio alla data di indizione delle elezioni, e, infine, le dimissioni dal cda di altri 4 consiglieri della medesima compagine, che di fatto ne hanno paralizzato l'attività, come evoca la determina di nomina del commissario da parte del presidente della Regione.






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