ANNO 16 n° 273
Consiglio provinciale di Viterbo: ambiente ed educazione al centro del dibattito
Dal problema della discarica di Monterazzano alle sfide delle energie rinnovabili, fino al dimensionamento scolastico
Andrea
14/06/2024 - 07:55
di Andrea Farronato

 

VITERBO - Ieri mattina si è svolto presso la sede dell’amministrazione provinciale di Viterbo il Consiglio Provinciale, durante il quale sono stati presentati tre temi principali: la discarica di Monterazzano, il dimensionamento scolastico e le energie rinnovabili.

Ad introdurre le tematiche, Alessandro Romoli, sindaco di Bassano in Teverina e Presidente della Provincia di Viterbo. Romoli ha affermato -' La discarica di Monte Razzano sta diventando la discarica del Lazio, e dunque è necessario assumere ogni posizione atta a contrastare questa situazione. Questo è fondamentale per tutelare la Tuscia e dare attuazione agli indirizzi dati dai sindaci in merito. L'amministrazione provinciale continuerà a seguire il percorso previsto dall'assemblea dei sindaci.'

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, ci sono enormi complicazioni a livello provinciale. Attualmente sono sette i cantieri aperti per le strade provinciali, principalmente presso Pescia Romana e Montalto di Castro,  questo incide significativamente sulla viabilità e sulla percentuale di incidenti. L'invito è di prestare maggiore attenzione.

In merito al geotermico, il Comune di Caprarola si è espresso in modo negativo, desiderando fermare l'operazione a causa di criticità dal punto di vista tecnico e giuridico. 'Per tutte queste ragioni siamo dovuti ricorrere alla giustizia amministrativa.'

Romoli, passando al tema delle pale eoliche, ha sottolineato che l'unica cosa che avevano da offrire nella Tuscia era il paesaggio - 'Rischiamo di non avere neanche più quello, pregiudicando così il paesaggio stesso che ci circonda.'

Infine ma non per importanza, il tema del dimensionamento scolastico è stato affrontato dopo un incontro con i sindacati. Si parla di standard da rispettare, il che comporta la dismissione di tre scuole. L'obiettivo è rivedere l'assetto organizzativo delle scuole di Viterbo, cercando di arrivare a un'efficiente rete scolastica che guardi alla territorialità.






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