ANNO 16 n° 188
Consiglio provinciale, Brunelli, Di Sorte e Grancini guidano i gruppi. Romoli: 'Qui non esistono destra e sinistra, ma i Comuni'
Prima seduta della nuova consiliatura a Palazzo Gentili: convalidati gli eletti e ufficializzati i capigruppo. La Casa dei Comuni frena sulle larghe intese: 'Se entrerą la sinistra faremo opposizione'
06/07/2026 - 22:28

VITERBO – Si è insediato il nuovo Consiglio provinciale di Viterbo. Nella prima seduta della nuova consiliatura, ospitata nella sala del Consiglio di Palazzo Gentili, l'assemblea ha approvato all'unanimità la convalida degli eletti dopo le elezioni di secondo grado del 14 giugno e la surroga della consigliera dimissionaria Maria Rita De Alexandris, sostituita da Francesco Ciarlanti.

Sono stati inoltre ufficializzati i gruppi consiliari e i rispettivi capigruppo: Simone Brunelli guiderà Tuscia Democratica, Andrea Di Sorte sarà il capogruppo di Tuscia Centristi Azzurri e Civici, mentre Gianluca Grancini guiderà La Casa dei Comuni.

Romoli rilancia la 'Provincia Casa dei Comuni'

Nel suo intervento il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha indicato la linea politica e amministrativa del nuovo mandato, tornando a criticare la legge Delrio e il sistema di elezione di secondo livello delle Province.

'Non esistono Comuni di destra o di sinistra, esistono i Comuni', ha affermato, invitando tutte le forze presenti in consiglio a collaborare per affrontare le principali sfide del territorio.

Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della rete viaria provinciale, gli interventi sull'edilizia scolastica, il rafforzamento della formazione professionale, la tutela ambientale e la valorizzazione della Tuscia. Romoli ha inoltre annunciato investimenti per la transizione digitale, il potenziamento dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) e la predisposizione delle osservazioni della Provincia sul progetto nazionale del deposito delle scorie nucleari.

Il dibattito: apertura al dialogo, ma restano le divergenze

Il confronto in aula si è concentrato soprattutto sul modello di governo dell'ente. Per Andrea Di Sorte, parlare oggi di maggioranze tradizionali ha poco senso: 'Questa è una provincia nella quale è difficile individuare una maggioranza politica omogenea. Dobbiamo seguire la strada indicata dal presidente e lavorare nell'interesse del territorio'.

Sulla stessa linea Maurizio Palozzi, che ha rivendicato il percorso condiviso degli ultimi anni: 'In un ente che rinnova il consiglio ogni due anni non ha senso procedere a colpi di maggioranza. Bisogna mettere insieme le energie per affrontare i problemi della provincia'.

Anche Umberto Di Fusco ha assicurato continuità nell'approccio collaborativo, confermando un atteggiamento 'propositivo' sui temi amministrativi.

Grancini: 'Se sarà un governo di larghe intese, saremo all'opposizione'

Più prudente la posizione della Casa dei Comuni, illustrata dal capogruppo Gianluca Grancini, che ha chiesto di conoscere prima gli assetti politici che il presidente intenderà costruire.

'Non sarebbe serio assumere oggi una posizione precostituita prima di conoscere le scelte del presidente. Se invece si andrà verso un governo di larghe intese aperto anche alla sinistra, il nostro ruolo sarà quello di un'opposizione seria e leale. Non faremo accordi di palazzo e la nostra collocazione non sarà oggetto di scambio', ha dichiarato.

Le votazioni

Al termine del dibattito il Consiglio ha approvato all'unanimità la convalida degli eletti, la surroga del consigliere subentrante Francesco Ciarlanti e l'immediata esecutività delle deliberazioni, chiudendo ufficialmente la prima seduta della nuova consiliatura.

La linea tracciata da Romoli punta a confermare il modello della 'Provincia Casa dei Comuni', fondato sulla collaborazione tra amministratori di diversa appartenenza politica. Resta però da capire se la disponibilità al dialogo si tradurrà in una gestione unitaria dell'ente o se emergerà una distinzione più netta tra maggioranza e opposizione, come richiesto dalla Casa dei Comuni.






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