


VITERBO - ''Non è il massimo della comodità, ma è il massimo della bellezza''. In poche parole Laura Allegrini sintetizza bene il conflitto interno di chi, per un motivo o per un altro, frequenta l’aula consiliare del Comune di Viterbo, la prestigiosa Sala d’Ercole. Di recente sede anche di affollati consigli comunali straordinari su fitofarmaci e centrale a biogas di Grotte. Si tratta di uno dei tanti gioielli artistici che custodisce la città. Secondo molti non il luogo adatto per lo svolgimento delle assemblee di un municipio moderno.
Freddissima d’inverno, caldissima d’estate. In questi giorni, tra gli ultimi consigli comunali prima delle vacanze e le conferenze stampa di fine anno (amministrativo), i commenti sono sempre li stessi: non ci si sta.
Oltre all’aspetto ''climatico'', si contano anche problemi di aspetto pratico. Nonostante l’aula sia dotata di strumenti che permettono la trasmissione in streaming delle sedute, è evidente come il luogo sia limitato dal punto di vista tecnologico e come sia impossibile adeguarlo, anche a una semplice audioconferenza. Esplicativa la scena del sindaco Arena che giovedì, per far sentire ai presenti un intervento telefonico dell’assessore Contardo, non ha potuto fare altro che avvicinare lo smartphone al microfono, con i risultati che tutti possono immaginare.

''Al momento non ci sono progetti per spostare il consiglio in un altro luogo. Se ne è parlato già in passato, ma più come una boutade - spiega l’assessore Allegrini -. Di sicuro invece quello che va avanti è il progetto di musealizzazione di Palazzo dei Priori, con il biglietto unico per visitare la città. Percorso che andrà ad arricchirsi con la realizzazione sotto i portici del museo di Sebastiano del Piombo e dei locali dove si trovava l’ufficio immigrazione, che la Prefettura ha deciso di restituire al Comune”.
''Luoghi alternativi per le sedute del Consiglio? Ci sarebbe l’ex corte di assise a Piazza Fontana Grande, da ristrutturare – dice sempre Allegrini –. Comunque cercherei una soluzione dentro il centro storico. Sostengo da sempre che il centro può tornare a vivere solo se riportiamo gli uffici all’interno delle mura''.
''La Sala d’Ercole non è il massimo della comodità, ma è il massimo della bellezza. Ci piacerebbe a tutti rimanere qui. Se la prospettiva è quella di fare a Palazzo dei Priori un museo allora un giorno ci sposteremo. Ma è un discorso lungo, legato ai finanziamenti'', conclude l’assessore.