

La famiglia Farnese, dalle origini alla distruzione di Castro. Una galleria di personaggi che si fanno già sentire nella Tuscia nel XIII sec., se è vero che era un Farnese il vescovo di Orvieto al tempo del “Miracolo di Bolsena” (1263). Ancor più evidente e provvidenziale è la loro prestanza militare negli anni della cattività avignonese. Saranno loro a menar le armi per il ritorno dei papi Roma. L’obiettivo è categorico: ascesa sociale, economica e politica che troverà i riscontri più convincenti nella prima metà del XVI sec. con la nomina al soglio di Pietro del cardinale Alessandro senior: Paolo III. Uomo colto, raffinato e intelligente, ben addestrato da giovane nelle corti culturali fiorentine e, soprattutto, grande mecenate che fa uscire i suoi da un provincialismo di maniera, per proiettarli – anche con matrimoni azzeccati - sugli scenari europei. La sorella Giulia, di bellezza raffaellesca, sarà uno degli strumenti più convincenti di questo progetto di famiglia: una vittima sacrificale “obbediente” al talamo di Alessandro VI, che tutto fa per il bene del casato. La figura intrigante, ma anche commiserevole, di questa donna del Rinascimento è stata dipinta con affabilità e verve espressiva non comuni da Felicita Menghini-Di Biagio nel primo appuntamento dei “Pomeriggi Touring” del 23 febbraio scorso nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori a Viterbo promosso dal gruppo consolare del Touring Club guidato da Vincenzo Ceniti. Un successo di pubblico e di consensi che fa ben sperare per gli appuntamenti futuri. Il prossimo è con Lina Cavalieri l’8 marzo sempre nella Sala Rossa (ore 17).