ANNO 16 n° 275
Confael e Nursing Up scendono in campo per tutelare i lavoratori del settore sanitario
'Vogliamo porre l'attenzione sui problemi che affliggono i lavoratori del terziario della sanitą'
08/01/2021 - 18:03
di Massimiliano Vismara

 

Viterbo - Max,Vismara- Ieri  mattina il sit in di protesta davanti alla cittadella della salute, scopo della manifestazione richiamare ancora una volta l’ attenzione sui problemi che secondo le due associazioni di categoria affliggono i lavoratori del terziario della sanità.

In prima fila davanti manifestanti il segretario nazionale di Confael sanità Egidio Gubiotto e Filippo Perazzoni (Nursing Up).

I due sindacalisti durante la manifestazione hanno più volte rimarcato ai giornalisti presenti i problemi che secondo le associazioni affliggono pesantemente alcune delle categorie più importanti del settore sanitario.

“La sanità viterbese è un campo di macerie – così ha esordito Gubiotto nella conferenza stampa che ha seguito il sit In- è una situazione al collasso, il pronto soccorso di Belcolle con la chiusura dei presidi di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente ormai non è più in grado di reggere,noi vogliamo chiarezza, sui sistemi di sicurezza che i nostri associati dovrebbero avere, e non solo, chiediamo che la magistratura indaghi per accertare veramente dove gli operatori che hanno contratto il Covid se lo sono preso per capire di chi è la responsabilità, inoltre – ha incalzato Gubiotto – qual’ è la percentuale tra positivi e morti per Covid ? e Quale è il numero preciso di morti per Covid a Belcolle ? queste sono tutte domande a cui vogliamo una risposta'

Infine, il Sindacalista ha tirato una stoccata anche al primo cittadino di Viterbo.

“Giovanni Arena è cosciente di essere la massima autorità sanitaria del territorio ? Gli abbiamo chiesto a più riprese un incontro per illustrargli i problemi ancora non ci ha ricevuti.”

La conferenza e poi proseguita con l’intervento di Filippo Perazzoni.

“Siamo scesi in campo con lo slogan Non si può far finta che vada tutto bene, abbiamo manifestato per far sapere a tutti i problemi più gravi che i nostri associati devono affrontare, tutto si può riassumere in tre principali punti:

Ritardi nella predisposizione di misure per affrontare la seconda ondata Covid, il filtro in ingresso dei pazienti deboli e infine la tutela degli operatori.

Per il primo punto – ha sottolineato Perazzoni – va evidenziata la ritardata riconversione delle strutture, la mancata assunzione di personale infermieristico, e in particolare gli Operatori socio sanitari che sono da sempre in sottorganico, una mancata predisposizione delle misure ambientali di adattamento dei reparti convertiti da normali a Covid, la separazione dei percorsi dei pazienti Covid dagli altri, la mancanza di barelle di bio contenimento, e infine la precarietà della sanificazione della struttura e delle apparecchiature.”






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