ANNO 16 n° 276
Condannata in primo grado, assolta in appello, chiede i danni
La donna era stata arrestata insieme al compagno per abusi sulla figlioletta
21/06/2022 - 10:32

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Tribunale condanna, Corte d'appello assolve e lo Stato paga. Si riferisce alla storia giudiziaria che coinvolse nel 2007 una coppia indagata di abusi su una minore figlioletta partiti da una denuncia di una vicina di casa, per cui, all’esito delle indagini, una donna di origine romene ed il suo compagno vennero, dapprima incarcerati, quindi condannati dal Tribunale di Viterbo nel 2015 ad una pena “esemplare” (cinque anni di reclusione entrambe).

La difesa propose appello. La Corte di Appello di Roma, dopo oltre tredici anni dall’inizio del processo, dichiarò l’innocenza dei due e per essi fu la fine di un incubo.

Il verdetto: “Assoluzione perché il fatto non sussiste”.

Ma la legge attuale prevede che chi abbia subito un’ingiusta detenzione venga risarcito. L’avv. Claudia Polacchi, per conto della donna, ha proposto ricorso per ottenere il risarcimento e questo è stato riconosciuto dalla speciale sezione della Corte di Appello di Roma.

La Corte, riconosciuti i buoni diritti della ex reclusa, poi condannata e finalmente assolta, le ha liquidato un importante risarcimento che adesso lo Stato italiano dovrà versarle.






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