ANNO 16 n° 274
Concordia: aperti varchi con l'esplosivo per le ricerche
17/01/2012 - 09:54

Sospese nella notte, le ricerche dei 29 dispersi 1 del naufragio della Costa Concordia sono riprese nelle prime ore del mattino e per cercare di stringere i tempi, gli uomini della Marina Militare hanno utilizzato delle microcariche esplosive per aprire dei varchi sulla chiglia e riuscire ad accedere in maniera più rapida alle parti sommerse della nave. Per la prima volta questa notte non si è lavorato sul relitto: i leggeri movimenti dello scafo segnalati ieri hanno indotto i soccorritori a interrompere le ricerche notturne. E si teme che la Costa Concordia possa affondare, il che provocherebbe un disastro ambientale 2 di proporzioni incalcolabili.

Le indagini. Le inchieste sul naufragio davanti all'isola del Giglio sono tre, come ha rivelato il comandante generale delle Capitanerie di porto Marco Brusco ospite a Porta a Porta.

Il primo dei tre filoni è della procura della Repubblica' ed è quello penale in cui è stato sottoposto a fermo il comandante della nave Francesco Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. La procura temeva che potesse scappare all'estero. Unico altro indagato al momento è il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio. Stamattina, al tribunale di Grosseto si terrà l'interrogatorio di garanzia di Schettino e il gip dovrà decidere se convalidare o meno il fermo.

Il secondo filone è 'amministrativo sulle cause, con una commissione di inchiesta della direzione marittima' che poi fornirà 'i risultati al ministero delle Infrastrutture'. L'ultimo filone è stato 'voluto dal ministro Passera, sulle cause e la dinamica' cosa che 'servirà anche all'Agenzia marittima europea per vedere se è il caso di cambiare la normativa'.

La ricostruzione. E le testimonianze aggravano la posizione del capitano, Francesco Schettino. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, risulta che l'impatto sia avvenuto alle 21,42 e l'ordine di abbandono nave sia stato dato poco prima delle 23 (alle 22.58). A precisare gli orari del disastro, è il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio.

Verusio ha ricordato come Schettino è stato autore 'di una manovra che non poteva e non doveva essere fatta' e ha sottolineato il rischio di 'inquinamento delle prove e possibile fuga, perché le responsabilità a suo carico sono importanti'.

Secondo le carte dell'inchiesta, va avanti Verusio, 'risulta che il comandante si trovasse sulla plancia di comando al momento dell'impatto e ha fatto una manovra di avvicinamento alla costa troppo azzardata, in un'area dove ci sono fondali scoscesi ma comunque segnalati sulle carte nautiche'. Confermati altri particolari già emersi in questi giorni, come l'abbandono della nave quando c'erano parecchi passeggeri da portare in salvo.

(Repubblica.it)






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