ANNO 16 n° 272
''Conclusi il restauro e il consolidamento del Ponte della Badia di Vulci''
Ad annunciarlo la Soprintendenza. La struttura era stata gravemente danneggiata dalle alluvioni del fiume Fiora
02/01/2021 - 21:54

MONTALTO DI CASTRO - ''Si è conclusa la III (2020) ed ultima delle tre fasi (2018-2020) di restauro e consolidamento del Ponte della Badia di Vulci: i lavori hanno riguardato quest’anno l’arcata sinistra del monumento''.

L'annuncio è arrivato il giorno di San Silvestro dalla Sabap, la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale.

Il Ponte era stato gravemente danneggiato dalle alluvioni del fiume Fiora avvenute nel novembre del 2012 e nell’ottobre del 2014. Ma il cantiere non si ferma. Infatti, ''grazie al recupero del ribasso d’asta, ottenuto a seguito di autorizzazione della Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del 22 ottobre scorso, potranno essere estesi i medesimi lavori di restauro e consolidamento anche alla piccola struttura adiacente al Ponte, la cosiddetta Osteria di Annibal Caro, che diventerà un nuovo presidio del Parco naturalistico archeologico di Vulci. Inoltre, già durante la III fase dei lavori, sono state effettuate approfondite analisi geognostiche sui materiali e sulla struttura del Ponte (Università degli Studi di Pavia) che saranno propedeutiche sia ad una più approfondita conoscenza del monumento, che alla progettazione di un complesso sistema di monitoraggio dello stesso''.

Dalla Soprintendenza aggiungono: ''Il ponte della Badia, che collega le due sponde del fiume Fiora nel punto più stretto, è un’opera molto stratificata e caratterizzata da una complessa processualità architettonica; presenta tre arcate, la maggiore delle quali ha una luce di 20 metri, ed è sostenuto da due pile in opera quadrata. La fase costruttiva più antica risale all’epoca etrusca, a cui sono da riferire le parti in conci di tufo rosso; in epoca Repubblicana Romana le pile furono in parte ricostruite mediante opera cementizia rivestita da lastre di travertino; nel Medioevo furono aggiunti l’acquedotto, la spalletta meridionale e una pavimentazione. I danni rilevati a seguito delle piene consistevano principalmente nella perdita di molti blocchi di tufo e nenfro (in parte originali, in parte di restauro) della pila principale e nell’erosione della base fondale della spalla destra, a causa della conseguente diminuzione delle sezioni resistenti: tali danni creavano le premesse per una grave vulnerabilità dell’intera struttura''.

''Un finanziamento ministeriale dedicato ha permesso di intervenire sul monumento per il consolidamento e il restauro di tutta la struttura, consentendo, al termine dei lavori, di riconsegnare alla comunità un elemento del paesaggio vulcente di grande rappresentatività e un’opera antica che è un simbolo del patrimonio culturale italiano e internazionale''.

''La I fase – aggiunge la Sabap - ha interessato la spalla sulla riva destra e parte della pila principale (maggiormente danneggiata dalle piene che hanno causato lo scalzo di numerosi blocchi della parte basamentale), la II ha interessato l’arcata centrale, mentre la III ha completato la parte sinistra, ivi compreso l’ambiente dell’ex-mulino. Poiché i ponteggi, necessari al cantiere, occupano l’alveo del fiume Fiora, caratterizzato da una grande variabilità stagionale della portata delle acque, la Regione Lazio, competente in materia, ha rilasciato un nulla-osta idraulico condizionato da questa particolare situazione: i lavori possono compiersi nelle tre annualità ineludibilmente nel periodo tra giugno e ottobre. Conclusa pertanto la terza tranche di interventi sul Ponte ed effettuate delle operazioni propedeutiche alla prossima ripresa del cantiere, si sta attualmente lavorando alla progettazione delle attività sull’area adiacente e sulla cosiddetta Osteria di Anibal Caro, per completare, con opere aggiuntive la fruizione di tutta l’area''.

MONTALTO DI CASTRO - ''Si è conclusa la III (2020) ed ultima delle tre fasi (2018-2020) di restauro e consolidamento del Ponte della Badia di Vulci: i lavori hanno riguardato quest’anno l’arcata sinistra del monumento''.

E' quanto annuncia la Sabat (Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio). Il Ponte era stato gravemente danneggiato dalle alluvioni del fiume Fiora avvenute nel novembre del 2012 e nell’ottobre del 2014. Ma il cantiere non si ferma. Infatti, “grazie al recupero del ribasso d’asta, ottenuto a seguito di autorizzazione della Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del 22 ottobre scorso, potranno essere estesi i medesimi lavori di restauro e consolidamento anche alla piccola struttura adiacente al Ponte, la cosiddetta Osteria di Annibal Caro, che diventerà un nuovo presidio del Parco naturalistico archeologico di Vulci. Inoltre, già durante la III fase dei lavori, sono state effettuate approfondite analisi geognostiche sui materiali e sulla struttura del Ponte (Università degli Studi di Pavia) che saranno propedeutiche sia ad una più approfondita conoscenza del monumento, che alla progettazione di un complesso sistema di monitoraggio dello stesso”.

Dalla Soprintendenza aggiungono: ‘’Il ponte della Badia,  che collega le due sponde del fiume Fiora nel punto più stretto, è un’opera molto stratificata e caratterizzata da una complessa processualità architettonica; presenta tre arcate, la maggiore delle quali ha una luce di 20 metri, ed è sostenuto da due pile in opera quadrata. La fase costruttiva più antica risale all’epoca etrusca, a cui sono da riferire le parti in conci di tufo rosso; in epoca Repubblicana Romana le pile furono in parte ricostruite mediante opera cementizia rivestita da lastre di travertino; nel Medioevo furono aggiunti l’acquedotto, la spalletta meridionale e una pavimentazione. I danni rilevati a seguito delle piene consistevano principalmente nella perdita di molti blocchi di tufo e nenfro (in parte originali, in parte di restauro) della pila principale e nell’erosione della base fondale della spalla destra, a causa della conseguente diminuzione delle sezioni resistenti: tali danni creavano le premesse per una grave vulnerabilità dell’intera struttura”.

Un finanziamento ministeriale dedicato (attivato grazie alla L. 190/2014, D.M. 28.01.2016) ha permesso di intervenire sul monumento per il consolidamento e il restauro di tutta la struttura, consentendo, al termine dei lavori, di riconsegnare alla comunità un elemento del paesaggio vulcente di grande rappresentatività e un’opera antica che è un simbolo del patrimonio culturale italiano e internazionale.

“La I fase – aggiunge la Sabap - ha interessato la spalla sulla riva destra e parte della pila principale (maggiormente danneggiata dalle piene che hanno causato lo scalzo di numerosi blocchi della parte basamentale), la II ha interessato l’arcata centrale, mentre la III ha completato la parte sinistra, ivi compreso l’ambiente dell’ex-mulino. Poiché i ponteggi, necessari al cantiere, occupano l’alveo del fiume Fiora, caratterizzato da una grande variabilità stagionale della portata delle acque, la Regione Lazio, competente in materia, ha rilasciato un nulla-osta idraulico condizionato da questa particolare situazione: i lavori possono compiersi nelle tre annualità ineludibilmente nel periodo tra giugno e ottobre. Conclusa pertanto la terza tranche di interventi sul Ponte ed effettuate delle operazioni propedeutiche alla prossima ripresa del cantiere, si sta attualmente lavorando alla progettazione delle attività sull’area adiacente e sulla cosiddetta Osteria di Anibal Caro, per completare, con opere aggiuntive la fruizione di tutta l’area’’.






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