ANNO 16 n° 274
Con l'Unitus
si vola in Europa
L'ateneo viterbese terzo in Italia per numero di studenti Erasmus
19/11/2016 - 07:15

VITERBO – Chiudete i libri e prendete la valigia, l’Università della Tuscia mette le ali per volare in Europa, meglio di una nota bibita energetica. E’ questa l’idea su cui l’Unitus potrebbe puntare per la campagna pubblicitaria di ''reclutamento'' matricole del prossimo anno accademico.

Studiare e impegnarsi sulle sudate carte, di leopardiana memoria, a casa o tra le aule dell’ateneo; stare in regola con gli esami (possibilmente con bei voti) e poi staccare il biglietto per l’Europa per partire verso nuove avventure fuori dagli italici confini. Questo, perché da quanto emerge dai numeri rilasciati nei giorni scorsi alla Sant’Orsola di Napoli da Indire, l’agenzia nazionale Erasmus +, gli studenti dell’università viterbese sono terzi in Italia per partenze all’estero con il progetto Erasmus.

Meglio di loro, solo i colleghi dell’Alma Mater di Bologna e della Ca’ Foscari di Venezia, alle loro spalle invece quelli del Politecnico di Milano e dell’Università di Parma.

La chiamano Wanderlust,la voglia irrefrenabile di viaggiare, una febbre che ha come sintomi la voglia di vita dei giovani e la loro curiosità di vedere il mondo, per assaporarne ogni morso fino all’ultimo, e come conseguenze una mente più aperta, un bagaglio di esperienze, e di viaggio, più grande, e nuovi amici di lingue, etnie, religioni e culture diverse.

Partito nel 1987, il progetto Erasmus ha permesso fino ad oggi a quattro milioni di europei, che se messi tutti insieme potrebbero riempire una città come Roma, di studiare e vivere all’estero durante il periodo universitario.

L’Italia ha contribuito a questo dato record con il 10% del totale, con ben 400mila studenti nell’arco di trent’anni, posizionandosi tra i primi quattro paesi ''esportatori''. Dall’altra parte, il nostro paese è al quinto posto tra le mete scelte per l’Erasmus, poco dietro a Spagna,Francia, Uk e Germania.

''Questo programma si sta dimostrando – dice il direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Flaminio Galli - uno strumento straordinario di apertura, confronto e scambio di conoscenze e in Italia l’interesse e la partecipazione sono sempre stati fra i più alti in Europa.

Negli ultimi tre anni il programma europeo ha registrato una forte crescita, soprattutto nella mobilità degli studenti universitari, grazie anche alla possibilità di fare un’esperienza oltre i confini europei ma anche nei progetti di cooperazione''.






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