ANNO 16 n° 275
Con 14mila euro d'oro sotto al cappotto
Alla sbarra due donne romene sorprese con gioielli appena rubati
06/10/2016 - 02:01

VITERBO – Collanine, bracciali e anelli per un valore complessivo di 14mila euro nascosti sotto il cappotto, nella speranza di farla franca e uscire dalla gioielleria con il grosso bottino tra le mani. O meglio, tra i vestiti. Perché è proprio sotto gli ingombranti e avvolgenti soprabiti che S.Z. e D.S. , due donne di nazionalità rumena, hanno nascosto la refurtiva. Peccato che a rovinare il loro piano ci abbiano pensato i titolari dell’esercizio commerciale. Soci per scelta, padre e figlio per natura.

Siamo a Cura di Vetralla, in un ''compro oro'' che si affaccia sulla via principale del paese. Prima mattina. Il negozio è deserto, fino a quando il titolare vede entrare quattro persone.

''Erano tutte donne, ricordo che una di loro fosse molto piccola. Una bambina. Era tenuta per mano – ha raccontato in aula, davanti al giudice Giacomo Autizi - mi hanno chiesto di vedere un paio di articoli esposti in vetrina. Si trattava di bracciali e anelli. Sono andato a prenderli e mentre due di loro mi coprivano le spalle, cercando di tenermi il più occupato e distratto possibile, la loro complice si è nascosta sotto il cappotto tre astucci pieni di gioielli''.

Migliaia e migliaia di euro di valore, che, come ha sottolineato lo stesso titolare, è una fortuna che siano stati recuperati, perché ''non coperti da alcuna assicurazione''.

Una fortuna, così come fortunato è stato il destino. ''Il negozio che io e mio padre gestiamo ha un sistema di videosorveglianza a distanza – ha spiegato l’altro titolare chiamato a testimoniare come parte offesa – quella mattina mi trovavo a Sutri, davanti allo schermo del pc. La scena, ripresa dalle videocamere, non mi ha lasciato affatto indifferente, ho visto che c’era qualcosa che non andava. Troppi movimenti sospetti''.

E così la telefonata immediata al padre. ''Non lasciarle andare e chiama i carabinieri''. E i militari sono subito accorsi sul posto, dalla vicina stazione di Vetralla. Recuperato tutto il bottino, ora due delle quattro donne devono rispondere davanti al tribunale viterbese di furto, mentre per la terza sta procedendo il tribunale dei minori di Roma. La discussione è stata fissata a metà maggio.






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