ANNO 16 n° 273
Comunali - Capoccioni: ''E' il momento della concretezza''
L'ex presidente del Sodalizio dei facchini concorre con FondAzione
20/05/2013 - 07:17

VITERBO – ‘’Ho deciso di candidarmi con FondAzione al Comune perché mi ha entusiasmato il progetto che mi ha sottoposto Gianmaria Santucci’’.

Roberto Capoccioni non è solito fare giri di parole. Concretezza, spirito d’iniziativa e voglia di fare sono qualità che lo hanno portato al vertice del Sodalizio dei facchini di santa Rosa e che, probabilmente, lo hanno anche esposto a dinamiche interne non propriamente amichevoli.

‘’Il mio obiettivo – spiega ancora Capoccioni - era quello di scendere in pista solo se al fianco di gente nuova e competente, perché sono stato sempre dell’idea che Viterbo ha bisogno di aria nuova. Di gente nuova. Di gente Comune. Sono convinto che la squadra costruita da Santucci ha tutte le carte i regola per fare bene. I miei compagni di viaggio sono tutta gente che non ha mai vissuto la politica in prima persona. Insieme abbiamo voluto intraprendere questa sfida per mettere a disposizione della città e dei cittadini la nostra esperienza civile’’.

Quale è, nel particolare, la sua esperienza civile?

‘’Nella mia vita ho avuto sempre due grandi interessi, l’associazionismo e lo sport. Il volontariato l’ho scoperto quando ero presidente del Sodalizio dei facchini: un mondo di una importanza impressionante per la città. Una volta eletto in Comune mi piacerebbe dare una mano ai meno fortunati, soprattutto in un periodo in cui i disagi sociali stanno aumentando per via della crisi. Ma per rafforzare il mondo del volontariato e renderlo ancora più efficace serve più sinergia e più visibilità. Le istituzioni, ad esempio, potrebbero affidare alle associazioni la realizzazione e la gestione di giornate a tema che possano rivitalizzare la città e permettere alle associazioni di conoscersi e farsi conoscere’’.

Poi c’è lo sport.

‘’Sì. Una volta uscito dal Sodalizio ho intrapreso una nuova avventura con il Tuscania volley. In breve tempo, e con una oculata gestione, abbiamo centrato due promozioni, dalla serie C alla B1, riuscendo nel contempo a dare nuova linfa al settore giovanile, con il quale siamo arrivati due volte in finale regionale con gli under 21. Nel 2010 abbiamo vinto e nel 2011 siamo arrivati secondi. Credo che la linea verde, mai come in questo momento, sia fondamentale per le realtà sportive. Per questo ritengo giusto premiare le società che si distinguono particolarmente in questo ambito, dando vita a uno o più premi stagionali per chi intraprende iniziative significative per la valorizzazione e l’impiego dei nostri ragazzi nello sport. D’altronde lo sport è prevalentemente una sorta di servizio sociale, e chi si impegna a dare ai ragazzi una valida alternativa alla strada deve essere sostenuto dal Comune.

Ma c’è una cosa di cui vorrei occuparmi nel breve periodo. Insieme a FondAzione – spiega Roberto Capoccioni- presenteremo un importante progetto rivolto al sostegno dei cosiddetti nuovi poveri. Qui si parla di aeroporto, cinema e fontane, ma si trascura il fatto che esiste una nuova piaga in città: quella dei nuovi poveri. Basta parlare con i responsabili della Caritas, oppure con i parroci delle chiese per capire che la situazione sta letteralmente degenerando. Il nostro obiettivo è quello di creare un doppio appuntamento mensile con consegna dei pacchi alimentari alle persone che ne faranno richiesta. La filiera prevede la raccolta delle derrate, il confezionamento dei pacchi e la consegna a domicilio alle famiglie meno abbienti. Una risposta molto semplice, ma, credo, purtroppo, in questo momento più necessaria di quanto si pensi’’.

Credo che questo – conclude Capoccioni – sia il momento di cose semplici, ma utili e visibili a tutti come segnale di sobrietà ed efficienza. Quando ero presidente dei Facchini adottammo il giardino di via Cattaneo restituendolo alla città. Io credo che una cosa simile si possa ripetere facendo adottare ogni spazio pubblico di Viterbo a un singolo vivaio cittadino. In cambio della manutenzione gratuita i vivaisti potrebbero utilizzare il parco come spazio espositivo e per la propria promozione. Certo, il tutto regolamentato con una normativa ad hoc inserita nel bando, ma in compenso sarebbe già un primo passo per sistemare, o quantomeno arginare, la decadenza del verde pubblico nella nostra città’’.

 

 






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