

di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Truffatori di carburanti, dopo aver ordinato ed ottenuto una fornitura di gasolio pagata con assegno farlocco l’hanno fatta franca in Tribunale.
Purtroppo si.
I fatti. Tra Natale e Capodanno 2017 una sconosciuta ditta del suditalia, aveva contattato un fornitore di carburanti umbro per un’urgente consegna di 2300 litri di gasolio da effettuare presso il Casello A1 di Orte.
Giunta l’autocisterna al luogo convenuto, però, fu chiesto che anziché versare il carburante presso un serbatoio fisso, lo si doveva riversare in un altro serbatoio su autocarro.
Poteva essere questa un’anomalia che poteva indurre a credere che nella circostanza poteva esserci qualcosa di non chiaro, ma il bottista incaricato della consegna (testimone nel processo) nulla obiettò di fronte a simile modalità giustificata da difficoltà di accesso dell’autocisterna all’interno del centro storico di Orte.
Il travaso del carburante avvenne nei presso dello stesso Casello di Orte.
Ricevuto l’assegno a saldo per circa 3000,00 euro tornò in sede ad Orvieto.
Scoperto che l’assegno postale era apocrifo scattò la denuncia.
Però, poiché con certezza non fu possibile identificare i responsabili, ma solo trarre a giudizio chi sembravano i truffatori, il processo è stato incardinato nei confronti di soggetti probabilmente diversi, dai primi. Chissà?
Non essendosi raggiunta con ragionevole certezza la responsabilità penale degli imputati, il giudice dr. Mautone, li ha assolti.
Stavolta il delitto ha pagato.