

VITERBO – Entra su un famoso sito di compravendita auto, per acquistare un suv di grossa cilindrata. Tra le tante offerte, a balzare agli occhi di un 41enne senegalese l’annuncio di una 4x4 di una casa coreana, la Ssang Yong. Un ottimo affare, visto il buon prezzo e l’ottimo stato dell’auto. Se non fosse che quella macchina, di fatto, non esiste.
E non passa molto tempo prima che il ragazzo se ne renda conto: effettuati i due pagamenti per la caparra, per un totale di 500 euro, dell’auto nessuna traccia. Avrebbe dovuto riceverla dopo l’accredito della somma sulla carta ricaricabile del rivenditore, ma niente. Immediata la denuncia ai carabinieri di Canino, dove l’uomo è residente.
Alla sbarra, con l’accusa di truffa, un pluripregiudicato di Torino, detenuto nel carcere di Mammagialla per altri reati accumulati in passato. Rapine e furti per cui dovrà scontare una reclusione fino al 2028. A cui potrebbero accumularsi altri mesi, se dovesse andare incontro ad un’altra condanna davanti al giudice Rita Cialoni.
E a niente sono servite le eccezioni per incompetenza territoriale del tribunale viterbese sollevate dalla sua difesa: nonostante la residenza dell’imputato a Torino, il reato si sarebbe consumato a Canino, dunque il processo si farà all’interno della provincia.
I primi testimoni dell’accusa verranno ascoltati in aula il prossimo 5 febbraio.