ANNO 16 n° 272
Commercio: per infortuni a Viterbo è al sesto posto su 21 settori analizzati
L'Usb: ''I datori anziché assumere e stabilizzare allungano i turni, imponendo straordinari non pagati''
20/01/2023 - 07:34

VITERBO - A Viterbo il commercio è al sesto posto per numero di infortuni su 21 settori presi in esame. Lo rivela l'Usb che su questo comparto ha puntato l'attenzione.

''Nella nostra Regione - dice Luca Paolocci dell'Usb commercio - gli infortuni nel settore nel 2021 sono stati 3261, con un aumento del 111% rispetto l’anno precedente e risulta al 4° posto in una macabra classifica per i casi mortali, con sette lavoratori uccisi. Nella sola città di Viterbo il Commercio è al 6° posto per il numero degli infortuni su 21 settori analizzati.

Come è emerso nell’inchiesta condotta da Usb Viterbo nel mondo del Commercio, il 70% dei lavoratori non conosce il proprio Rappresentante per la Sicurezza e mai lo ha visto in negozio. L’Rls è una figura fondamentale che vigila sul rispetto delle norme di salute e sicurezza e raccoglie le eventuali denunce dei lavoratori''.

Secondo l'Unione sindacale di base ''i datori invece di assumere e stabilizzare il personale allungando i turni, imponendo straordinari, spesso non pagati. I lavoratori vengono adibiti a qualsiasi mansione sia necessaria in quel momento, si barcamenano fra lo scarico merci, la sistemazione degli scaffali, la gestione dei banchi e le casse, senza le adeguate protezioni e la specifica formazione''.

Una delle zone più esposte per i lavoratori è il magazzino. ''Qui - prosegue Paolocci - operano simultaneamente più persone con contratti, mansioni e datori diversi. I lavoratori in appalto, per esempio, non conoscono a fondo il luogo di lavoro e i suoi possibili rischi. Nello scarico e nella sistemazione della merce sono costretti a rispettare tabelle di marcia inumane, tempi di lavoro talmente frenetici che impediscono di porre la dovuta attenzione. Gli stessi problemi si ripercuotono all’interno del centro commerciale''.

Il non concedere neanche il giusto tempo di pausa per permettere il recupero fisico pesa ulteriormente sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.

''Le istituzioni e gli enti preposti devono accendere i riflettori su questo settore, sempre più in fase di sviluppo in questa città - dice ancora il rappresentante Usb commercio - uno sviluppo fatto di mancanza di diritti e insicurezza. Chiediamo l’apertura di un tavolo permanente che analizzi davvero il settore, studiando la composizione della forza lavoro, per arrivare ad un accordo che tuteli stabilità e sicurezza''.






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