ANNO 16 n° 272
Comitati di controllo di vicinato. Ormai prossima la partenza
Ma non tutti sono d' accordo: dubbi e perplessitą da Fratelli d'Italia
10/06/2023 - 04:33

di Giovanni Masotti

VITERBO - In questi giorni si sta completando l'iter che porterà presto all'atteso avvio dell'attività dei comitati di controllo di vicinato che, partendo dai cittadini, supporteranno e integreranno il lavoro di Prefettura e Questura nell' ambito della sicurezza e del contrasto alla microcriminalità, temi molto sentiti nell' inquieta Viterbo.

Cominciano via via ad essere nominati i coordinatori di questi gruppi, partendo dalle zone più a rischio. Prima di entrare in azione dovranno sostenere un corso di formazione e poi si confronteranno con la Questura. Saranno i referenti diretti del Comune, trasmettendo a chi di dovere le segnalazioni e le problematiche che verranno da residenti e commercianti dei vari quartieri, soprattutto da quelli 'difficili'.

Ma come la pensano le opposizioni di questa novità tanto auspicata dalla giunta Frontini? Positivo il commento di Giulio Marini, Forza Italia, che nota come nei fatti si stia ponendo riparo all' errore commesso quindici anni fa, quando furono abolite le circoscrizioni nei comuni inferiori ai 100 mila abitanti e ne risenti' l' inclusione democratica. 'Oggi - osserva l' ex sindaco - tutti gli amministratori stanno cercando di trovare un luogo di confronto con la città, e quindi di vicinato, per arrivare il prima possibile a dare risposta ai problemi che costellano la vita quotidiana. Per questo sono favorevole al progetto che comprende la partecipazione del Prefetto (organo di Governo), del Questore (Pubblica Sicurezza) e del Sindaco (organo amministrativo-politico della città). Proprio il coinvolgimento credo sia l'elemento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita. E l'ascolto da parte delle istituzioni potrebbe essere decisivo per un salto in avanti della città'. Dubbi e perplessità giungono invece da Laura Allegrini, capogruppo di Fratelli d' Italia in Comune, che considera i comitati di vicinato 'forse più una risposta politica che un fatto concreto diretto a combattere il degrado della città e la microcriminalità'.

L' esponente meloniana mette in guardia da un rischio. 'Temo - avverte - che si possa arrivare ad azioni ridondanti ed eccessive, perché non va dimenticato che questi gruppi non si possono sostituire alle forze dell' ordine, non possono svolgere indagini su individui e intromettersi nella privacy di alcuno, non possono organizzare ronde, non possono intervenire in caso di reato. La loro attività può quindi limitarsi alla raccolta di informazioni e forse alla delazione. Io - sottolinea Allegrini - auspico sempre l' intervento delle istituzioni piuttosto che quello dei volontari. Speriamo che nessuno dei partecipanti ai gruppi si esalti o si senta un eroe, perché così i problemi e i conflitti rischierebbero di aumentare anziché di diminuire'.

Moderatamente ottimista, invece, l'ex assessore regionale, oggi consigliere comunale del Pd, Alessandra Troncarelli. 'I comitati di controllo di vicinato - spiega - possono essere una risorsa per la città e per noi cittadini, dato che segnalare in maniera tempestiva situazioni critiche alle forze dell' ordine e alle istituzioni può aiutare a prevenire fatti incresciosi. L' importante - ammonisce Troncarelli - è che il loro raggio d' azione e di intervento sia comunque ben circostanziato e che avvenga in stretta collaborazione con gli organi preposti all' ordine pubblico e alla sicurezza'. Una raccomandazione del resto largamente condivisa dai fautori di questi nuovi strumenti democratici che nascono all' insegna della partecipazione e della collaborazione tra istituzioni e cittadinanza.






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