



VITERBO – Si è tenuto l’8 Giugno presso la Sala Regia, a Palazzo dei Priori, l’evento intitolato “Abbattimento barriere architettoniche, fisiche e cognitive”, al quale hanno partecipato come ospiti Stefania Vannini storica dell’arte, il professor Errigo della Sapienza di Roma e Gianpaolo Serone responsabile di Archeoares.
A presentare il tema, l’Assessore alla mobilità Emanuele Aronne “Ad oggi si pensa che la principale barriera architettonica è rappresentata dal comune gradino”, ma se analizzato il problema da un punto di vista più ampio capiamo che scale, porte, maniglie, costituiscono limitazioni fisiche, ma oltre ad esse esistono anche limitazioni di natura percettiva, esempio sono donne incinta, persone operate, o persone con problemi di natura sensoriale. Disabile significa che in un determinato momento una persona non ha tutte le capacità di poter usufruire di uno spazio.
L’ACCESSIBILITÀ deve essere garantita al Patrimonio esistente, costituito da:
- Luoghi con valore artistico
- Luoghi senza particolare valore artistico,
- luoghi legati alla viabilità.
Una parte del Patrimonio Culturale di Viterbo oggi non è accessibile a tutti, un esempio è Prato Giardino, dove le persone con disabilità motorie non possono godere appieno del posto. Inoltre bisogna fare i conti con la sovraintendenza, che tende a mantenere un posto inalterato. Se un posto è luogo di funzione pubblica DEVE esserne garantita l'accessibilità.
Conclude dicendo “Se le sovraintendenze sono un po’ pigre, il ministero sta facendo grandi lavori”.
Un esempio di accessibilità è stato presentato da Stefania Vannini (Storica dell'arte responsabile dell'accessibilità della Galleria Borghese) che ha maturato esperienza al museo Maxi di Roma e da ormai 4 anni svolge attività con persone sorde 'A livello Italiano siamo molto indietro rispetto all'ambito Europeo, ma i risultati cominciano a vedersi'.
Riferisce la sua esperienza il Professor Maurizio Errigo docente di progettazione urbanistica alla Sapienza di Roma, “Il ruolo dell'architetto è di essere umile e di interfacciarsi con molte altre materie per la progettazione di strutture”. Tra i vari piani di ricostruzione attutati dalla Sapienza, uno è stato destinato proprio a Viterbo e riguarda il recupero del centro storico con l’abbattimento di eventuali barriere architettoniche. Conclude 'La principale Barriera architettonica siamo noi, principalmente siamo noi a sbagliare ' creando barriere architettoniche con le nostre disattenzioni ed abitudini sbagliate”.