ANNO 16 n° 273
Colpevoli di oltraggio due detenuti a Mammagialla
23/03/2021 - 11:57

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Mentre la stampa “giudiziaria” viterbese era impegnata seguire il processo “Mafia Viterbese” presso la corte di Appello (ud. finale 7.4.p.v.), il Tribunale monocratico di costà (Giudice dr.ssa Massini) definiva un processo a carico di due detenuti (un terzo era morto nelle more del giudizio) riconoscendoli colpevoli del fatto, cioè, oltraggio a pubblico ufficiale, nella specie, nei confronti di un assistente capo della penitenziaria.

Dell’episodio avvenuto nella infermeria del Carcere di Mammagialla nel dicembre 2017 se ne parlò in occasione del suicidio in cella di Andrea Di Nino trovato morto in cella di isolamento nella primavera del 2018. Infatti, al predetto di Nino, fu addebitato il fatto di aver promosso disordini presso l’infermeria e di aver sputato addosso ad un agente. Gli tennero bordone altri due detenuti che dalle celle gridavano insulti nei confronti degli agenti intervenuti.

Ieri, prima della conclusione del processo che ha condannato questi due detenuti alla pena di anni due e mesi sei di reclusione, è stato sentita la parte offesa, cioè l’assistente capo, ora in pensione, che subì uno sputo sanguinolente da parte del Di Nino, nonché un’infermiera presente ai fatti che ha confermato l’accusa, cioè di aver ascoltato insulti e minacce da parte di quest’ultimo, quindi frasi oltraggiose nei confronti degli operatori carcerari da parte di altri detenuti ristretti in cella, poi identificati e portati a giudizio.

Il processo per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale è terminato, ma non placate le polemiche sulla morte di Andrea Di Nino, imputato principale di questo giudizio, trovato morto si, ma non chiare le circostanze della presunta autoimpiccagione dal momento che era prossimo alla scarcerazione e sempre dimostratosi mediante la corrispondenza con la sua famiglia, di volersi rifare una vita dopo il carcere.






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