

TUSCANIA – Per tre giorni consecutivi, nel febbraio del 2013, avrebbero venduto ad un Compro oro di Tuscania merce contraffatta. Collane e bracciali all’apparenza perfetti e di valore, ma che nascondevano un cuore di metallo e nulla di più.
Sono finiti a processo per truffa, tre napoletani in trasferta nel viterbese a bordo di un’auto presa a noleggio.
''Quando sono arrivati in negozio, mi hanno mostrato tutti i loro documenti: carte d’identità e codici fiscali originali – spiega in aula una delle dipendenti dell’attività commerciale di via Tarquinia – anche i gioielli sembravano perfetti. Lucidità, peso, colore. Tutto faceva pensare che fossero do oro vero. Abbiamo effettuato anche il test dell’acido, risultato positivo. Quindi le abbiamo acquistate’’.
Tre mila, gli euro finiti in tasca dei tre napoletani. Che, per tre giorni consecutivi si sono presentati al Compro oro portando con loro sempre nuovi monili e gioielli.
''Abbiamo cominciato ad insospettirci all’ennesimo arrivo in negozio: perché vendere le cose a rate?’’ sottolinea la stessa. E quindi analisi più accurate e dettagliate sui bijoux. ‘’Li abbiamo spezzati e ci siamo accorti che, nonostante riportassero il codice seriale 750, non erano affatto di oro: il loro cuore era di metallo scadente’’.
Così la segnalazione alla stazione dei Carabinieri di Tuscania.
''Quando il quarto giorno quel gruppetto è tornato in negozio, abbiamo chiamato subito una pattuglia’’. Colti in flagranza, in due hanno tentato la fuga.
''Abbiamo perquisito l’auto con la quale viaggiavano: era piena di collanine e bracciali. Ma non solo – spiega in aula un Carabiniere – c’erano anche tantissimi profumi pacchianamente contraffatti. Come Cucci’’. Tutto finito sotto sequestro.
Si tornerà in aula a marzo.