ANNO 16 n° 272
Coldiretti Lazio: dal Vinitaly una proposta contro la burocrazioa
Proposto il piano ''Salva vino''
29/03/2012 - 12:01

VITERBO - Nel Lazio esistono 1.078 ettari di vite per uva da tavola, 27.064 ettari di vite per uva da vino, la produzione DOC/DOCG supera i 900mila ettolitri, mentre il totale della produzione vitivinicola è di 1.8 milioni di ettolitri, con le DOC laziali che hanno una resa per ettaro di 112 quintali di media, portando il Lazio a rappresentare circa il 4% della superficie e il 4.4% della produzione di vino italiana. Sono questi i dati presentati da Coldiretti Lazio al Vinitaly di Verona, nella riunione che si è tenuta nello spazio all’interno del padiglione Lazio, in cui si è discusso del tema “Le sfide del vino nel tempo della crisi” con il presidente regionale di Coldiretti Lazio, Massimo Gargano, l’enologo di fama internazionale, Riccardo Cotarella, il direttore dell’azienda romana mercati, Carlo Hausmann e l’assessore regionale alle attività produttive Di Paolo.

Coldiretti ha dimostrato di avere le idee chiare: primo ostacolo da superare la burocrazia. “A causa di quest’ultima scompaiono migliaia di bottiglie al giorno e le aziende sono costrette a rinunciare a produrre vini a denominazione d’origine per l’impossibilità di far fronte ad adempimenti spesso inutili che sottraggono ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina – ha sottolineato Massimo Gargano –. Dalla produzione di uva, fino all’imbottigliamento e vendita, le imprese devono assolvere a oltre 70 attività burocratiche e relazionarsi con ben 20 diversi soggetti''.

Coldiretti, perciò, ha proposto un piano “Salva vino” che prevede una serie di misure per semplificare il carico burocratico senza ridurre l’efficacia delle attività di controllo:

• sistema informatico unico di gestione capace di garantire un coordinamento tra gli enti coinvolti nella gestione del vino;

• controlli a campione basati su analisi dei rischi e garanzia della tracciabilità e rintracciabilità delle partite di vino;

• far diventare il fascicolo aziendale lo“strumento unico dell’impresa viti-vinicola” attraverso il quale adempiere agli obblighi e acquisire automaticamente le autorizzazioni per cui non è necessaria una valutazione discrezionale, sostituendo l’attuale sistema di autorizzazioni con l’invio di semplici comunicazioni.

 

 






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