ANNO 16 n° 275
''Coi rimborsi Talete a rischio crack
E i dearsenificatori non funzionano''
Il presidente della Spa Marco Fedele commenta le sentenze del giudice di pace
14/01/2014 - 00:01

VITERBO – Dopo i primi quindici assegni da mille euro l’uno, staccati da Talete ad altrettanti utenti a titolo di risarcimento per l’acqua ad uso domestico non potabile, il Comitato Acqua Potabile - Aduc, nato su iniziativa di Raimondo Chiricozzi, continua a raccogliere i ricorsi nella sede della Uil di Viterbo.

Una vera e propria tegola su Talete che inoltre, a seguito della sentenza, dovrà praticare agli stessi utenti una sorta di ''sconto'' del 50% sulle bollette future, fino a quando l'arsenico nell'acqua non verrà portato al di sotto dei 10 microgrammi/litro.

Al momento ci sono un’altra trentina di utenti che aspettano il pronunciamento del giudice, anche perché i giudici di pace territoriali si sono dichiarati non competenti in materia e hanno rimandato i ricorrenti al Tar e al Consiglio di Stato.

Talete, ha fatto sapere il presidente Marco Fedele, si è appellata contro la sentenza ma intanto ha dovuto immediatamente eseguirla per non incorrere in eventuali e possibili pignoramenti.

''Ma la cosa davvero importante – spiega Marco Fedele - è che noi non abbiamo alcuna responsabilità sulla questione dell’arsenico nell’acqua né sui ritardi per le soluzioni. E’ per questo che già da tempo abbiamo chiamato in causa l’Ato e la Regione Lazio. L’uno, l’Ato, perché fino ad oggi non ha fornito gli strumenti di programmazione e l’indicazione di tariffe adeguate. L’altra, la Regione, per i ritardi che, peraltro, essa stessa ha ammesso''.

LO STATO DELL’ARTE – A proposito di ritardi, il problema dell’arsenico nell’acqua è ancora ben lungi dall’essere risolto. Detto che l’appalto è regionale, ci sono alcuni lavori che sono stati fatti, altri in via di completamento e altri ancora da iniziare.

''Di quelli portati a termine - dice ancora il presidente Fedele - nessuno è stato collaudato e lo stesso dicasi per i dearsenificatori che avrebbero messo in evidenza significativi problemi di funzionamento. Se a ciò si aggiunge che alla fine del 2014 la situazione dovrebbe essere risolta, almeno secondo i tempi dettati a suo tempo dalla Pisana, bisogna fare davvero un grande sforzo per essere ottimisti. La situazione, sostanzialmente, sarebbe più o meno al punto di partenza.

CONSEGUENZE - Adesso le tre sentenze che hanno dato ragione ai primi quindici utenti potrebbero fare giurisprudenza e, a cascata, allargarsi a macchia d’olio.

''Una situazione – dice Marco Fedele – che faccio fatica a prefigurarmi, anche perché davanti ai grandi numeri, Talete non avrebbe materialmente e concretamente le risorse per far fronte ai risarcimenti''.

Come dire, se arriveranno migliaia di sentenze sfavorevoli, la Talete non potrebbe pagare.

 

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