



VITERBO - ''Uno sportello della salute'' per aiutare chi deve effettuare una visita d'urgenza ad abbattere i tempi d'attesa. Un servizio al cittadino gratuito. Lo ha messo in piedi il viterbese Leonardo Cappelli che vuole esportare nella Tuscia il modello sperimentato da alcuni avvocati a Milano. Un modello che ha conosciuto dopo aver visto un servizio giornalistico su Presa Diretta, il programma su Rai 3 di Riccardo Iacona, sullo sportello salute di Milano.
“Il giorno dopo aver visto questo servizio - dice il viterbese - sono entrato in contatto con loro, gli ho scritto una mail: da lì mi hanno spiegato gli intenti, l’aiuto pratico del loro servizio, poi un giorno ho assistito alla presa in carico del caso di una signora. Aveva una prenotazione che – ha sottolineato – le era stata data abbastanza oltre l’urgenza prevista nella prescrizione. Poi ho avuto l’occasione su Roma: un caso che abbiamo seguito noi è andato a buon fine”.
Si tratta però di un mezzo che non garantisce la riuscita immediata dell’obiettivo previsto: non è un blando “salta file” senza garanzie, ma ha una profonda architettura che, come Cappelli ha evidenziato, lo ha visto ricorrere a un legale, una commercialista e un professionista della comunicazione. Il suo funzionamento si basa soprattutto sul rispetto di un decreto legge, il 502 del 1992. La delibera si concentra sull’obbligo da parte del servizio sanitario di rimuovere i disservizi che minano l’assistenza.
Ma all'atto pratico come funziona lo sportello? “Di fatto, laddove possibile, vengono messe in atto tutte le azioni che servono a far sì che un diritto del cittadino venga rispettato. A volte si fa tanta confusione”, perché “ci si trova a consigliare senza una professionalità, si tratta di volontariato”. Lo sportello è quindi utile a dare supporto ai cittadini nell’adempimento delle pratiche richieste dalla sanità, ma non accorcia le code e non è nato con questo fine.
A scanso di equivoci, però, “andando sul sito della Asl di Viterbo, ho visto che è molto chiaro e per le liste di attesa c’è un ufficio in cui è indicato un modulo da inviare e portare al cup, nel caso ci fosse un problema con le liste d’attesa”, ma “c’è una dicitura per cui la risposta viene data entro 30 giorni: laddove ci fosse un’urgenza di dieci giorni o anche tra i 30 e i 60 giorni, la situazione diventerebbe complicata e frustrante”. Il problema è chiaramente il tempo.
È a questo punto che entra in gioco il follow up: il foglio da compilare e portare al cup, un procedimento in cui pochi riescono. La disponibilità di Cappelli è comunque costante, nonostante, come ha specificato, ci sia bisogno di altri volontari. La mail dello sportello salute, “esperienza trasversale” secondo il suo creatore, è sportellosaluteviterbo@gmail.com: può scrivere sia chi ha bisogno di essere aiutato, sia chi volesse partecipare come volontario.