

VITERBO – (b.b.) La violazione di una tomba, che costò la vita al 55enne Alberto Sobrera, finisce in tribunale.
È partito ieri il processo a sette tombaroli, di un’età compresa tra i 28 e i 55 anni, che a gennaio 2013 sono stati denunciati per possesso illecito di reperti archeologici e per essersi introdotti clandestinamente all’interno di una tomba etrusca a Canino.
Dopo aver individuato il dromos – l’entrata – del mausoleo, all’interno di un terreno privato in località Cannellocchio, il gruppo di improvvisati speleologi avrebbe deciso di farsi strada fino alla camera funeraria con pali e picconi. Una volta aperto un varco in due si sarebbero calati all’interno, provocando un improvviso cedimento del terreno.
A quel punto non ci sarebbe stato nulla da fare per il 55enne di Montalto di Castro, schiacciato dal peso dei massi: sul suo corpo, recuperato dai vigili del fuoco alcune ore dopo, i segni dell'incidente.
Per i restanti, tra cui il complice miracolosamente illeso, è scattata subito la denuncia. All’interno del loro covo, durante la perquisizione, sono stati ritrovati numerosi cocci etruschi e reperti di inestimabile valore, che hanno destato l’attenzione della Soprintendenza ai beni culturali.
Bisognerà attendere il prossimo novembre per l’audizione dei primi testimoni dell’accusa.