

Civita Castellana- Aveva denunciato un atto di violenza che, secondo l'accusa, sarebbe avvenuto lo scorso 26 aprile e adesso, stando alle parole dei Cobas, si ritrova in una vera e propria gogna mediatica.
Una sindacalista e lavoratrice di un noto supermercato di Civita Castellana aveva accusato, circa tre mesi, un caporeparto di averle gettato del caffè addosso e di essere stata vittima di una serie di insulti di natura sessista.
Nell'occasione Francesco Iacovone (Cobas nazionale) aveva affermato che 'una relazione sentimentale interrotta o una divergenza sul lavoro non possono giustificare una reazione così violenta'.
Paola, il 28 aprile, due giorni dopo la presunta aggressione, si era recata presso la Stazione dei Carabinieri di Civita e aveva depositato un esposto con annessa richiesta di ammonimento da parte del Questore di Viterbo, chiedendo formalmente che il caporeparto venisse allontanato a tutela della propria incolumità.
La vicenda penale è attualmente seguita dall'avvocato Giuseppe La Bella, esperto in materia di Codice Rosso, ma la protesta dei sindacati non si ferma e, nella giornata di oggi, Francesco Iacovone è tornato a denunciare uno spiacevole episodio che sarebbe avvenuto sui social network: secondo i Cobas, infatti, ci sarebbe un articolo di stampa gravemente diffamatorio che lederebbe la dignità della donna denunciante.
«Quanto sta accadendo in queste ore è davvero riprovevole – ha detto Iacovone – e ci dimostra ancora una volta quanto sia difficile per ogni donna denunciare atti violenti e azioni persecutorie. Siamo fiduciosi nell'operato della Magistratura e della Polizia Giudiziaria e accompagneremo la nostra dirigente sindacale nella sua travagliata strada verso la serenità personale e lavorativa. Perché è assurdo che una donna che denuncia viene trasformata sempre in carnefice dai pettegolezzi dei colleghi e dall'immobilismo di un'azienda che dovrebbe tutelarla.» – ha concluso.
(Presunzione di innocenza: nel diritto e nella procedura penale, la presunzione di non colpevolezza è il principio secondo cui un imputato è innocente fino a prova contraria)