ANNO 16 n° 55
Cna e Associazione panificatori e pasticceri: “Un bacio a Viterbo, occasione persa: andavano coinvolti tutti”
Lupidi, Fiorentini e Pierini: “Un nuovo prodotto tipico deve essere patrimonio comune”
24/02/2026 - 12:49

 

VITERBO - “Un’occasione persa. Perché se si crea qualcosa per la città e che porta anche il suo nome, non può riguardare solo due o tre imprese. ‘Un bacio a Viterbo’ avrebbe potuto funzionare molto meglio con un coinvolgimento e una partecipazione più ampia”. Sull’iniziativa di sabato scorso intervengono Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Ermanno Fiorentini, presidente dell’Associazione provinciale panificatori e pasticceri di Viterbo, e Moreno Pierini, presidente dell’Unione Cna agroalimentare di Viterbo e Civitavecchia.

 

A scanso di equivoci – dicono Lupidi, Fiorentini e Pierini – chiariamo subito che il problema non è chi ha realizzato il cioccolatino, perché chi ha aderito all’iniziativa ha fatto il suo lavoro mettendoci passione. Ma ‘Un bacio a Viterbo’ è stato presentato come un nuovo prodotto tipico che deve raccontare la città. E Viterbo è tutti i viterbesi”.

A proposito di prodotti tipici: ce ne sono già, basti pensare al disciplinare della Camera di Commercio e al marchio collettivo Tuscia viterbese, che include – tra gli altri – il Pane del vescovo e il Pane di Santa Rosa, ben identificabile peraltro con la festa per eccellenza di Viterbo.

“Questi prodotti sono patrimonio di tutti, non si una sola parte della città. E da tutti possono essere proposti. Nel momento in cui si decide di crearne uno nuovo – concludono Lupidi, Fiorentini e Pierini – sarebbe stato più opportuno condividerne la nascita con le pasticcerie di tutta la città. Che poi, tutte insieme, da una parte avrebbero portato molta più gente in un evento in centro, dall’altra avrebbero consentito al turista di trovarlo non solo dentro le mura. Un’opportunità che, vista la genesi, ora risulta difficile da cogliere”.






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