


VITERBO - Sipario su Go Green. Nel vero senso della parola. La seconda edizione del progetto, nato per sensibilizzare le imprese e aiutarle verso un percorso di sostenibilità, è partita col botto ed è stata presentata a quelle partecipanti in maniera innovativa: con lo spettacolo “Genesi del rigenero” dell’artigiano teatrante Beppe Allocca.
Gli incontri su cui è incentrato il secondo atto di Go Green – workshop tematici, sessioni di co-progettazione e attività di prototipazione – quest’anno si svolgeranno a cavallo tra febbraio e marzo. Intanto però l’iniziativa promossa dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, con il contributo della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e della Camera di Commercio di Roma, ha iniziato a muovere i primi passi con la consulenza alle imprese.
Ieri al teatro San Leonardo, anche questo associato alla Cna, Beppe Allocca ha portato in scena il tema della sostenibilità applicata all’artigianato, per sensibilizzare in maniera ironica sui concetti di riutilizzo e riuso. Il messaggio dello spettacolo è infatti lo stesso di Go Green: “Genesi del rigenero” – scritto e interpretato dallo stesso Allocca – parla dei cenciaioli, gli artigiani che dal 1850 riciclano indumenti usati. Pratese e artigiano, attraverso una rivisitazione della Bibbia incentrata sulla rigenerazione dei tessuti, ha messo in scena un mix di artigianato, teatro e moda che è stato apprezzato da tutti i presenti.

Prima che si alzasse il sipario hanno portato il loro saluto la sindaca Chiara Frontini, il segretario della Cna Attilio Lupidi, il presidente Alessio Gismondi, il vicepresidente Luigi Cuppone, artigiano falegname, titolare del Laboratorio Linfa a Orte e coordinatore del progetto, e Vanessa Sansone del teatro San Leonardo. A spiegare alla platea le caratteristiche di Go Green è stato Cuppone, che ha illustrato anche i risultati della prima edizione.
Lo scorso anno Go Green aveva infatti catalizzato l’attenzione sul tema della sostenibilità. Considerato il buon riscontro, la Cna di Viterbo e Civitavecchia ha deciso di ripetere l’esperienza attraverso una manifestazione di interesse alla quale hanno risposto oltre 15 imprese. L’obiettivo è cercare soluzioni personalizzate in grado di ridurre gli sprechi e valorizzare la sostenibilità come elemento distintivo dell’impresa.
Le imprese partecipanti toccano diversi settori: si va dalla sartoria all’oreficeria, dall’agricoltura all’editoria per l’infanzia, dal turismo alla ceramica, fino alla produzione di olio.
Dallo scorso anno c’è infine un ulteriore strumento di lavoro, la piattaforma digitale Miro: qui è possibile condividere idee, mappare i processi e la costruzione collaborativa delle soluzioni, in modo da consentire di partecipare alla progettazione e alla sperimentazione delle strategie più adatte alla singola impresa.
