

VITERBO – Ancora guai per Irinel Adam, il 30enne residente a Tuscania, arrestato lo scorso luglio a Lucca dopo aver installato un dispositivo skimmer in un bancomat della filiale del Monte dei Paschi di Siena in grado di clonare le carte e carpire, attraverso una telecamera nascosta, i codice pin inseriti dai clienti.
Adam è ora accusato di un altro tentativo di manomissione allo stesso sportello. I carabinieri della stazione di Altopascio, infatti, dopo aver effettuato le indagini su alcuni episodi avvenuti nelle banche della zona, sono arrivati al romeno.
Dalla perquisizione fatta scattare nella casa dove Adam si trovava agli arresti domiciliari (sta scontando una pena di un anno e quattro mesi per aver clonato una cinquantina di carte), infatti, sarebbero emerse prove schiaccianti. I militari, che hanno operato in sinergia con i colleghi di Tuscania, hanno trovato nell'abitazione dell'uomo uno skimmer identico a quello utilizzato per il raid che aveva portato al suo arresto nel luglio scorso e altro materiale per la manomissione degli sportelli. Insieme a lui è finito nei guai anche il presunto complice: si tratta di un uomo di 29 anni, residente a Torino.
Il 30enne è stato denunciato per ricettazione e installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche.