ANNO 16 n° 103
Civitavecchia-Sorianese, il Presidente Porta: «Arbitraggio inadeguato, così si calpestano i nostri sacrifici»
Al centro della contestazione un episodio arbitrale nel finale che ha pesato sul risultato
13/04/2026 - 15:09

SORIANO NEL CIMINO - Il post-gara di Civitavecchia-Sorianese si trasforma in un atto d'accusa durissimo. Al centro della contestazione un episodio arbitrale nel finale che ha pesato sul risultato, unito a due espulsioni (Politanò e Bellacima) maturate in un clima di tensione. Una gestione della gara che la società definisce 'determinante' e che ha spinto il Presidente dell’ASD Sorianese, Moreno Porta, a prendere posizione.

«Oggi abbiamo assistito all’ennesimo episodio che dimostra la totale inadeguatezza della classe arbitrale per questa categoria», esordisce Porta. «Un errore madornale ci è costato un punto fondamentale. In questa fase della stagione, un pareggio significa tranquillità, riconoscimento del lavoro e rispetto per i sacrifici fatti».

Il numero uno della Sorianese non cerca alibi per i cartellini rossi, ma ne analizza la genesi: «Non entro nel merito tecnico, ma è evidente che le espulsioni siano figlie di un nervosismo accumulato per una gestione della gara inadeguata. Il problema è sistemico: siamo di fronte a una classe arbitrale spocchiosa, presuntuosa e impreparata. Si perde il controllo su inezie, fallendo nel compito principale: garantire l’equilibrio e tutelare le società in campo».

Lo sfogo di Porta vira poi sul piano della sostenibilità economica e del rispetto istituzionale: «Sono stanco. Portare avanti un campionato del genere richiede enormi sacrifici personali ed economici. Vorrei ricordare all’AIA e al CR Lazio che il calcio dilettantistico esiste solo grazie agli investimenti dei presidenti. Senza di noi, il sistema crolla. Se si continua a tirare la corda, il rischio è che qualcuno molli davvero. Personalmente, ho raggiunto il limite».

Infine, un affondo sulla gestione dei referti e un appello ai vertici regionali: «Non mi preoccupano le conseguenze di queste parole. Qualcuno deve pur denunciare un’arroganza ormai dilagante. È vergognoso che gli arbitri possano scrivere ciò che vogliono sui referti senza un reale contraddittorio. È un sistema che non tutela chi lavora. Dov’è il Comitato Regionale Lazio? Paghiamo costi importanti per partecipare, ma riceviamo in cambio totale mancanza di preparazione. Così non si può andare avanti. È ora di dire basta».






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