ANNO 16 n° 274
Civitavecchia dice no
all'area metropolitana
e punta su Viterbo
08/09/2014 - 00:00

CIVITAVECCHIA - ''No all'area Metropolitana di Roma. Sì, subordinato a una serie di condizioni politico-amministrative da costruire e verificare, all'approdo in provincia di Viterbo''. E' quanto dovrebbe prevedere la delibera che il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Civitavecchia, d'intesa con il sindaco Antonio Cozzolino e la giunta, si appresta a proporre al consiglio comunale e a votare.

Al di là dell'unione con la Tuscia, è comunque certo che la città portuale sancirà la non adesione all'area Metropolitana di Roma. Adesione che era stata invece voluta dalla precedente amministrazione di centrosinistra guidata da Pietro Tidei.

Tra l'altro, non è escluso che il Movimento 5 Stelle decida di sottoporre a un referendum popolare la decisione che dovrebbe scaturire dall'apposita commissione consiliare istituita dal sindaco Cozzolino. Decisione che, dopo la presa di posizione del partito di maggioranza, sembra scontata: ''No all'ingresso nell'area Metropolitana di Roma''.

Sull'argomento è intervenuto il deputato Pd Emiliano Minnucci, secondo il quale, ''l'eventuale uscita di Civitavecchia dall'area Metropolitana di Roma per approdare alla Provincia di Viterbo costituirebbe una scelta autolesionista fatta senza tener conto del futuro sviluppo della città''.

Ad avviso di Minnucci, ''rinnegare in maniera unilaterale il rapporto di reciproco interesse economico, sociale e culturale che lega Civitavecchia con Roma significa decidere volontariamente non solo di rallentare lo sviluppo di infrastrutture di collegamento con la Capitale, ma anche di non avere alcuna voce in capitolo sul futuro di un'area che è e resta de facto fondamentale per lo sviluppo economico di Civitavecchia''.

Secondo il parlamentare Pd, ''l'alternativa sarebbe quella di entrare a far parte dell'ex-provincia di Viterbo, un territorio il cui assetto istituzionale è ancora in fase di definizione e che quindi non dà alcuna garanzia su quali funzioni e poteri avrà come entità sovra-comunale, né di quali risorse economiche potrà usufruire''.

Infine, Minnucci invita tutte le forze politiche e sociali a riflettere ''seriamente sulle conseguenze di una tale decisione avrebbe, superando le divisioni di parte e agendo secondo l'interesse generale della città''.






Facebook Twitter Rss