ANNO 16 n° 290
Civitafestival Winter 2026, a Civita Castellana due mesi tra musica, teatro, danza e arte
Dal 21 ottobre al 20 dicembre torna la sesta edizione del festival. In programma spettacoli, mostre e incontri dedicati alle sfide del presente e al futuro
17/10/2026 - 18:44

 

CIVITA CASTELLANA – Musica, teatro, danza, arti visive e pensiero contemporaneo si incontrano nella sesta edizione del Civitafestival Winter, in programma dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026. La manifestazione, con la direzione artistica di Fabio Galadini e il patrocinio del Comune di Civita Castellana, rinnova la propria presenza nella vita culturale cittadina con un cartellone multidisciplinare che mette in dialogo grandi interpreti, giovani musicisti e nuove forme di ricerca artistica.

Il festival è riconosciuto dal Ministero della Cultura e ammesso al contributo del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV), confermando il proprio ruolo nel panorama culturale del territorio. L’iniziativa si inserisce nel percorso di una manifestazione che da oltre trent’anni contribuisce alla diffusione dello spettacolo dal vivo e al confronto tra linguaggi artistici differenti.

La direzione di Galadini propone un programma che attraversa generi e sensibilità, dalla musica sinfonica europea alle riletture del rock progressivo, passando per il teatro d’autore, la danza contemporanea e le arti visive. Accanto agli spettacoli, spazio anche agli incontri dedicati ad alcune delle questioni centrali del nostro tempo, tra sostenibilità, trasformazione digitale, futuro dell’arte e rapporto tra cultura e territorio.

«Il domani è un luogo vicino da costruire»

È questo il filo conduttore dell’edizione 2026, sintetizzato nel messaggio che accompagna il programma: «Il domani non è un luogo lontano dove andare. È un luogo vicino da costruire».

Una prospettiva che trova espressione soprattutto in Il domani che verrà, ciclo di dialoghi dedicato al futuro, ai libri e alle idee. Gli appuntamenti coinvolgeranno protagonisti del mondo culturale, scientifico e dell’informazione, con l’obiettivo di approfondire le trasformazioni della società e individuare nuove chiavi di lettura del presente.

Gli incontri saranno moderati da Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta dell’ANSA, insieme a Fabio Galadini. Il confronto tra competenze ed esperienze differenti diventerà così uno strumento per interrogare i cambiamenti in corso e riflettere sulle prospettive future.

Dalla musica sinfonica al teatro d’autore

La musica rappresenta uno dei punti centrali del cartellone, con proposte che spaziano tra repertorio classico, ricerca e contaminazioni. Tra gli appuntamenti figurano l’Orchestra Filarmonica del Mare diretta da Edoardo Petti, il progetto Incontri, che riunisce TWAIN Physical Dance Theatre e Orchestra Domenico Mazzocchi, il Genesis Duo Project, il recital pianistico di Roberto Moretti e l’Anamì Duo.

Anche il teatro si sviluppa attraverso linguaggi e tematiche differenti. Il programma comprende Teresa Zum Zum, dedicato alla fragilità umana, Microclima, con una riflessione politica, e Dissertazioni, spettacolo nel quale Fabio Galadini si confronta con la scrittura di Ennio Flaiano.

Alla danza è affidato uno spazio con Consumed, mentre le arti visive completeranno il percorso culturale della manifestazione con una mostra dedicata al tema della trasformazione.

Forte Sangallo e Complesso MICE al centro del festival

Gli appuntamenti si svolgeranno tra il Forte Sangallo e il Complesso MICE, con la Sala delle Ciminiere e la Sala Caprari a fare da cornice agli incontri tra artisti, pubblico e comunità.

A dicembre sarà inoltre inaugurata Metamorfismo. Forma come transito, mostra curata da Fabio Galadini che riunirà le opere di quattro artisti attorno al tema della trasformazione della materia e delle forme. L’esposizione proporrà una riflessione sulle evoluzioni dell’identità e sui processi attraverso cui la materia artistica cambia e si rinnova.

Con la sesta edizione del Civitafestival Winter, Civita Castellana si prepara dunque a vivere due mesi di appuntamenti che mettono in relazione tradizione e contemporaneità, dimensione locale e prospettive più ampie. Un progetto che punta a fare della cultura non soltanto una successione di spettacoli, ma uno spazio condiviso di partecipazione, confronto e costruzione del futuro.






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