ANNO 16 n° 269
Civita Castellana si racconta in immagini: presentata l’antologia fotografica di Pasqualino Spaziano
Un viaggio lungo oltre un secolo tra memoria, identità e senso di appartenenza
Serena
11/04/2025 - 20:02
di Serena D'Ascanio

CIVITA CASTELLANA - Questo pomeriggio, nella splendida cornice della Curia Vescovile di Civita Castellana, si è svolto un evento toccante e significativo per la comunità locale: la presentazione dell’antologia fotografica di Pasqualino e Antonio Spaziano, un’opera che raccoglie oltre 3.000 fotografie, di cui circa 600 selezionate, per raccontare più di cento anni di storia della città.

Antonio Spaziano, curatore e voce narrante del progetto, ha sottolineato come l’intento di quest’opera sia quello di “ricostruire lo specchio della nostra storia”, offrendo un patrimonio di immagini che raccontano la trasformazione urbanistica, sociale, politica e culturale di Civita Castellana.

«Qui ho creato la mia famiglia, a questo territorio mi lega un grande senso di appartenenza – ha dichiarato emozionato Pasqualino Spaziano – e per questo ho voluto donare alle generazioni attuali un passato da ammirare, da cui trarre identità e consapevolezza». Un gesto generoso e fortemente simbolico, rafforzato dalla decisione dell’autore di donare due sue opere al Comune, non solo come segno istituzionale, ma come dono alla collettività.

L’opera ha ottenuto il patrocinio del Comune di Civita Castellana, con il sostegno e contributo convinto della Ceramica Flaminia, voluto fortemente da Augusto Ciarrocchi che ha creduto e voluto sin dall'inzio la realizzazione di questo volume.

Il Sindaco Luca Giampieri: «Mi sono emozionato già da tre quarti del libro, da quando iniziano le foto che io ricordo personalmente. Questo volume rappresenta una testimonianza viva dell’ultimo secolo e mezzo di storia del nostro territorio. Senza il contributo della Ceramica Flaminia, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile».

Durante l'incontro si è riflettuto anche sul valore odierno della fotografia: «Oggi le foto restano nei PC, non si stampano più. Si scattano migliaia di immagini solo per esibirle ma non per ricordare le sensazioni di quei momenti. Quelle che restano nei cassetti, che raccontano i nostri genitori, i nostri nonni, sono quelle che ci formano», ha aggiunto Antonio Spaziano.

La raccolta, frutto di una ricerca appassionata e meticolosa, è un vero e proprio atto d’amore per Civita Castellana: una narrazione visiva che unisce passato e presente, ricollegando le generazioni e celebrando l’identità collettiva. Le immagini, provenienti da archivi pubblici e album di famiglia, raccontano vicende, volti, trasformazioni urbane e industriali, in particolare quelle legate al comparto ceramico, cuore pulsante dell’economia e della cultura civitonica.






Facebook Twitter Rss