



CIVITA CASTELLANA - “La parola d’ordine, secondo me, è partecipazione”: così si è espresso Valerio Rossoni, presidente del Comitato del Centro Storico di Civita Castellana, in merito alla costituzione di un fronte comune per gestire le problematiche della zona e organizzare momenti di incontro con membri e residenti.

La prima festa del Comitato, un momento di aggregazione intervallato da performance di attori, artisti e poeti locali, ha avuto luogo venerdì 20 settembre dalle 17,30 nella storica piazza San Clemente. Le esigenze dei cittadini, così come le speranze degli ideatori dell’associazione, hanno animato l’occasione di ritrovo.

Dopo il discorso di Rossoni, che ha lasciato spazio a chiunque volesse intervenire con proposte proprie, la parola è passata a Franco Zamponi, fondatore e promotore del Comitato. È stato allestito uno spazio per l’iscrizione al Comitato, che prima di quest’iniziativa contava 86 membri. “Bisogna lasciare nel modulo di adesione nome e cognome, il proprio recapito email e un numero di telefono per essere inseriti nel nostro gruppo WhatsApp”, ha spiegato il segretario e tesoriere Mauro Cavalieri, impegnato con il racconto dei propositi del Comitato insieme alla collega Vania Vallini.
L’evento è stato inoltre arricchito da uno stand di street food servito sul momento, dal disegno su tela dedicato a Civita, realizzato da Pietro Natalini per tutta la durata della festa, e da alcune esibizioni di poesia e recitazione. A declamare versi incentrati sulla vita del paese nel passato è stato Sergio Piano, attivissimo con le sue rime e i suoi racconti, affiancato dalla consigliera del Comitato Patrizia Cimarra, che ha utilizzato il dialetto per invitare alla riflessione. La serata si è poi conclusa con un monologo scritto da Patrizia Cimarra e interpretato dall’attrice locale Roberta De Angelis.

“Il Comitato di quartiere è stato costituito, prima che io entrassi a farne parte, nell’agosto del 2023, dopodiché – ha affermato il presidente Rossoni – si sono aggregate altre persone. Il 13 luglio di quest’anno abbiamo indetto delle elezioni ufficiali dopo il riconoscimento da parte del Comune e dopo questo passaggio, mi è stata affidata la presidenza”.
Sulla composizione del Comitato, Rossoni ha aggiunto: “Abbiamo un consiglio direttivo di 5 persone che sono straordinariamente efficienti e di grande sostegno sia in termini di proposte, sia di idee, creatività suggerimenti e iniziative: una cosa che oggi non è scontata”. Rossoni ha inoltre ribadito come possa apparire utopica l’opportunità di essere uniti per lo stesso obiettivo, quando invece le idee di ognuno sono di grande supporto per la collettività.

“L’iniziativa è nata perché il Comune ha approvato un regolamento sui comitati di quartiere in seguito a una legge nazionale, che promuove la creazione di queste associazioni. L’amministrazione ha approvato questa delibera perlopiù sulla spinta delle forze di opposizione – ha dichiarato Zamponi, il fondatore – ma lo ha accettato di buon grado. Io ho subito intuito di poter credere in quest’iniziativa: i comitati sono delle istituzioni che, lavorando in sintonia con le varie amministrazioni comunali, dovrebbero dare una spinta all’evoluzione del proprio quartiere”.

La consigliera Patrizia Cimarra ha poi aggiunto, sul tema nodale della vita nella zona e in particolare sull’auspicata integrazione tra etnie: “Le persone abitano tutte molto vicine, quindi si entra l’uno nella vita dell’altro. Ci sarebbe anche da sviluppare un discorso di reciprocità: noi parliamo sempre di integrazione e inclusione, ma dovremmo vederla in quest’ottica. Si tratta comunque di processi lunghi e difficili”. Per Cimarra “stare insieme, vivere il paese, i vicoli e le piazze in modo diverso” e all’insegna della cittadinanza attiva è l’ingrediente necessario per stabilire rapporti franchi tra la direzione del Comitato e i residenti del quartiere che interessa. Buone impressioni anche dal presidente della sezione locale dell’Anpi Ettore Muffo: “Se rivive il centro storico – ha ammesso – rivive tutta Civita”.
Diversi cittadini, pur riponendo fiducia nel Comitato del Centro Storico, si dicono però meno soddisfatti e stimolati dalla situazione generale. “Speriamo che si risolva qualcosa, perché qui è proprio il delirio: c’è sporcizia, di tutto e di più, l’immondizia è da tutte le parti e sembra non importare niente a nessuno”, ha tuonato una cittadina. “Non è proprio più Civita: verso le 19,30 c’è il coprifuoco, c’è gente non raccomandabile e si vede in giro chi fa uso di droga e alcol”, le ha fatto eco un’altra, profondamente amareggiata. “Io mi sono trasferita a Civita Castellana da pochissimo, ma non so cosa stia diventando il centro storico. La cittadina è tutta sporca”, ha commentato un’altra persona.

Nonostante questo, sembrano arrivare proposte ben chiare e una precisa individuazione dei problemi. “C’è un problema di degrado, un altro legato alla raccolta dei rifiuti e un altro ancora sul ruolo che il centro storico stesso dovrebbe avere per la città. Per noi dovrebbe essere un ‘salotto buono’, ma non è ben trattato e serve un progetto di ripristino che non sia solo nell’ambito dei rifiuti, ma anche all’impatto visivo e al decoro urbano che secondo noi un centro storico dovrebbe avere”, ha lamentato Simone Brunelli, capogruppo del Pd al consiglio comunale. Ha poi ripreso: “C’è tanto da lavorare: quest’amministrazione, secondo noi, non sta facendo abbastanza e il Comitato è importante, perché è un segnale ulteriore della volontà di fare di più”.
Secondo Primavera Dominicis, presidente della rassegna civitonica “Portale d’Arte”, “l’arte può contribuire a salvare il centro storico”. Simile è l’avviso di Claudia Criscuolo, cantante di origine romana e civitonica di adozione: “Credo assolutamente in tutte le forme d’arte e soprattutto nell’apertura del Portale, che credo essere un servizio sociale”. Anche lei ha notato la presenza di persone non a modo nel centro storico del paese, ma confida apertamente nella possibilità di un cambio di rotta.
Altre esigenze sono state espresse da cittadini con stili di vita diffusi, come quello che implica la convivenza con un cane: una cittadina ha trovato i giardinetti “abbandonati a loro stessi”, mentre il docente di educazione fisica Raul Nisini, intervenuto dietro esortazione di Rossoni, ha esplicitato il suo desiderio di una Civita più fruibile per chi è solito spostarsi in bicicletta.
Tante voci, un solo obiettivo: quello di un paese ridente e accogliente, che sappia preservarsi da forme di degrado diffuse e torni ad autopromuoversi attraverso l’arte.

