


CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana c’è per la Costituzione del nostro Paese, ma anche per presentare il contributo dell’Anpi alla riconquista di punti fermi che il tempo stravolge e che nulla deteriora: l’attivazione dell’associazione per la difesa delle leggi italiane si è fatta viva, nella data del 31 maggio, al fianco della forza di sindacati, partiti politici e organizzazioni. Oltre all’Associazione Nazionale dei Partigiani, sono iscritti al comitato l’ARCI, il PD, il PRC, il M5S, la CGIL (Cgil, Filctem, Spi), in rappresentanza dei pensionati e dei ceramisti, e la Uiltec Alto Lazio. Hanno aderito anche il sindacato studentesco Rete degli Studenti Medi e la rete NoBavaglio di Viterbo.
L’evento si è tenuto in Corso Bruno Buozzi 21 presso la sala Pablo Neruda ed è iniziato alle 17,30. L’argomento, delicato e non maneggevole con disinvoltura, ha goduto della dissertazione della professoressa Giovanna Montella, che insegna Diritto pubblico alla “Sapienza” di Roma. Presenti anche l’ex sindaco Ermanno Santini, l’avvocato Francesco Romito e Fabio Galadini, esteta e volto di iniziative culturali.
Ettore Muffo, presidente della sezione Anpi 'Carla Capponi', ha delineato un’accorta panoramica del tema principale su cui il Comitato si regge: “Tutti hanno sostenuto l’iniziativa di organizzarsi per impedire l’entrata di vigore di due leggi” – ha affermato – “di cui l’una è quella sul premierato, che vuole una sola persona al comando” del Governo nazionale e “l’altra è quella sull’autonomia differenziata. È emerso che entrambi i provvedimenti nei fatti entrerebbero in contrasto tra loro, perché quello sul premierato accentrerebbe i poteri e l’altro li decentrerebbe. Un’autonomia differenziata c’è già stata – ci informa il presidente – che è quella della riforma del Titolo V della Costituzione: riguarda la sanità. Abbiamo visto che ha portato a una dissoluzione del sistema sanitario nazionale”: uno sguardo lungimirante sul benessere dell’Italia, che sin dalla sua istituzione Anpi tutela sia nell’integrità delle radici storiche, sia nella disposizione all’attuazione di passaggi cruciali. Il corso delle vicende si ripete, ma può e deve farlo con gli ideali sulle spalle. “Qualora si arrivi al referendum – ha proseguito il presidente Muffo – i cittadini devono essere informati di cosa si sta parlando”.
Si prevedono nuovi appuntamenti con il Comitato: non sono stati ancora calendarizzati, ma mirano a “definire un piano di azione e di interventi per coinvolgere i cittadini nello spirito del tema della discussione” e a “organizzarsi per un eventuale referendum che si farà quando arriveranno i tempi della discussione parlamentare: per approvare le riforme costituzionali c’è bisogno dell’approvazione dei due rami del Parlamento in maniera sistematica”. Non ci resta che continuare il cammino di chi ci ha preceduto, illuminando ogni traguardo e riportandolo nei nostri giorni.