

di Massimiliano Morelli
Senza essere blasfemi c’è subito da dire che il Carnevale di Civita Castellana viene valutato esattamente come i viterbesi considerano Santa Rosa: più importante del Natale, del Capodanno, più importante di qualsiasi altra data dell’anno.
Non esiste festa più alta e guai a toccare le sfilate civitoniche, che fermano la città, l’attività produttiva, il traffico. E per i civitonici – qui aggiungo – quelle sfilate di carri e gente che balla senza soluzione di continuità rappresentano la stessa identica idea che hanno i brasiliani del carnevale, con le strade trasformate quasi in un sambodromo. I vestiti carnevalizi sono più curati degli abiti da cerimonia, neanche la sposa più bella potrebbe paragonare il suo abito bianco alle vestigia del carnevale di Civita. E la gente è talmente coinvolta dalla festa che neanche s’accorge di quel che può combinare.

Un paio d’anni fa un amico, uno di quelli che considero sciupafemmine come pochi altri, scese dal carro dopo avermi visto dall’alto e. vestito da donna, venne ad abbracciarmi per dirmi “ti amo!”. Girai in tempo il volto, altrimenti le sue labbra si sarebbero stampate sulle mie. Fumi dell’alcol, e non solo. Anche euforia, colori e coriandoli, musica e balli, la festa è servita. E viene servita anche quest’anno, magari in forma diversa rispetto agli altri anni, con una diretta televisiva su TeleLazioNord utile per mitigare l’inevitabile assenza della sfilata, perché i paletti governativi dettati dal virus non possono essere scavalcati.

Appuntamento alle 18.00, fra chiacchiere, risate, musica e quant’altro, fermo restando che O’Puccio sarà protagonista anche stavolta. Nonostante la pandemia. Visibile sul canale Tv 629, TeleLazioNord.