



CIVITA CASTELLANA - Sta emergendo un tema delicato e finora poco affrontato negli ambulatori odontoiatrici e nei reparti di odontoiatria delle strutture sanitarie pubbliche, in particolare presso il Distretto C di Civita Castellana: l'abuso della figura dell'assistente allo studio odontoiatrico (ASO) da parte di infermieri non qualificati. Questo fenomeno, che ancora non riceve la giusta attenzione, sta generando problematiche significative legate alla corretta applicazione delle normative e alla sicurezza sul lavoro. A sollevare il problema è la Confederazione Italiana Sindacati Addetti ai Servizi (C.I.S.A.S.).
Dal 21 aprile 2018, infatti, è stata introdotta una normativa chiara che regolamenta il profilo dell’ASO, figura che deve essere in possesso di un attestato conseguito dopo la frequenza di specifici corsi di formazione professionale. L’articolo 1 della legge stabilisce che l’ASO svolge attività essenziali all’interno dello studio odontoiatrico, come l'assistenza all'odontoiatra durante la prestazione clinica, la predisposizione dell’ambiente e degli strumenti, nonché la gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori. Il profilo dell’ASO è stato definito dopo anni di discussioni e revisioni, durante i quali sono stati coinvolti i Ministeri della Salute, del Lavoro, dell’Economia e dell’Ordine dei Medici.
Il problema non riguarda solo i singoli infermieri che si trovano a svolgere mansioni per cui non sono stati formati, ma anche i direttori sanitari e le coordinatrici infermieristiche che dovrebbero vigilare sul rispetto delle normative. L'assenza di formazione continua e la mancanza di corsi di riqualificazione per gli operatori sanitari, come infermieri, igienisti dentali, odontotecnici e laureati in scienze infermieristiche, è una delle cause principali di questa situazione.
La legge contro l'abusivismo professionale è chiara: punisce sia chi lavora senza il titolo adeguato, sia chi consente che ciò accada. Nonostante ciò, pochi sembrano essere consapevoli della gravità del problema, e questo silenzio rende difficile la risoluzione di una situazione che potrebbe pregiudicare la sicurezza dei pazienti e la corretta applicazione delle leggi in ambito sanitario.
La C.I.S.A.S. si interroga: cosa si sta aspettando per risolvere questa situazione? I direttori sanitari delle strutture sanitarie pubbliche sono consapevoli di questa violazione delle normative? E se lo sono, perché non intervengono per fermare l'abusivismo professionale? È fondamentale fare chiarezza, avviare percorsi di riqualificazione per i lavoratori e adottare misure concrete per garantire la tutela dei professionisti del settore e la sicurezza dei pazienti.
In un settore così delicato come quello odontoiatrico, dove l’accuratezza e la professionalità sono fondamentali, è imperativo rispettare le leggi e garantire che ogni operatore sia adeguatamente formato per il ruolo che ricopre.