


CIVITA CASTELLANA – Essere un Comune 'cardioprotetto' non significa soltanto installare defibrillatori sul territorio, ma garantirne il corretto funzionamento, la manutenzione costante e la formazione di chi potrebbe essere chiamato a utilizzarli in caso di emergenza. È questo il messaggio lanciato da Franco Laugeni della lista civica Civita Viva, che ha presentato una richiesta formale all'amministrazione comunale per verificare lo stato dei defibrillatori Dae presenti sul territorio e avviare un piano di adeguamento alle normative vigenti.

'Nel 2021 - spiega Laugeni - Civita Castellana è stata proclamata comune “cardioprotetto”. In realtà, ad oggi, alcuni defibrillatori o non si trovano nelle apposite postazioni (vedi via Petrarca presso la farmacia comunale; Borghetto presso la stazione e presso la sede della Croce Rossa), alcuni presentano date di scadenza preoccupanti (come quello in via Enrico Minio presso la scuola elementare e quello a Sassacci presso la chiesa “San Luigi Gonzaga”). Si fa presente che tutto ciò che è presidio medico, va incontro a scadenza; il defibrillatore in sé non scade, ma le piastre che vengono applicate sul torace del malcapitato e le batterie si, ed è per questo che deve essere effettuata una opportuna e puntuale manutenzione'
La richiesta lanciata dal Laugeni richiama anche il quadro normativo che disciplina la diffusione dei Dae. In particolare, la legge 116 del 2021 ha introdotto l'obbligo progressivo di installazione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e nelle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti, mentre il decreto ministeriale del 18 marzo 2011 definisce i criteri per la loro distribuzione sul territorio. Già la legge 120 del 2001, inoltre, aveva consentito l'utilizzo del defibrillatore anche da parte di personale non sanitario in situazioni di emergenza.
'Ogni anno - ha spiegato l'ex candidato sindaco - l'arresto cardiaco improvviso colpisce circa 60mila persone in Italia. La possibilità di intervenire entro i primi tre-cinque minuti con un Dae può aumentare le probabilità di sopravvivenza dal 5 al 70 per cento, rendendo determinante la presenza di dispositivi efficienti e facilmente accessibili. Per questo Civita Viva propone un piano articolato in tre punti. Il primo riguarda una mappatura completa dei defibrillatori, accompagnata dalla verifica dello stato di manutenzione e dall'eventuale installazione di nuovi dispositivi nei punti ritenuti strategici come la sede municipale, gli uffici aperti al pubblico, scuole, impianti sportivi, parchi, piazze principali e aree commerciali, anche attraverso totem cardioprotetti accessibili ventiquattr'ore su ventiquattro. Poi bisogna provvedere alla formazione del personale comunale e della cittadinanza con corsi Blsd (Basic life support and defibrillation). Il terzo punto riguarda gli adempimenti amministrativi, dalla registrazione dei Dae presso la centrale operativa del 118 e la nomina di un responsabile incaricato del controllo periodico delle scadenze di batterie ed elettrodi, fino all'installazione di una segnaletica conforme agli standard internazionali per rendere i dispositivi facilmente individuabili. Come Italia Viva - conclude - ci rendiamo disponibili ad aprire un tavolo tecnico con l'amministrazione comunale e a collaborare alla predisposizione di un progetto operativo, mettendo a disposizione anche il contributo del dottor Daniele Paolini'.